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Nella mente dell’altro. Storie di popoli migranti

Luca Telese, Francesco Malavolta

14/10/2016

Il giornalista Luca Telese, conduttore di trasmissioni molto popolari come In Onda (La7) e Matrix (Canale 5), appassionato indagatore delle radici del presente (“il passato prossimo dell’Italia che per i giornali è vecchio e per i libri di storia è prematuro”), intervista Francesco Malavolta. Ad accompagnare il racconto del fotoreporter, la proiezione delle immagini scattate ai confini europei maggiormente interessati dalle ondate migratorie, dallo stretto di Gibilterra alla frontiera turcogreca di Evros, dalle isole di Lesbo e Lampedusa alla rotta balcanica.

Luca Telese

Giornalista, noto al grande pubblico per la conduzione di trasmissioni televisive di successo come In Onda (La7) e Matrix (Canale5), Luca Telese ha scritto per Il Messaggero, Il Foglio, Panorama, Il Corriere della Sera, Il Giornale e Il Fatto Quotidiano. E’ autore di libri, tra cui “La lunga Marcia di Sergio Cofferati” (Sperling & Kupfer 2003), “Lula! Storia dell’uomo che vuole cambiare il Brasile e il mondo” (con Oliviero Dottorini – Castelvecchi 2003), “Cuori neri” (Sperling & Kupfer 2006) “Qualcuno era comunista” (Sperling & Kupfer 2009), “La marchesa la villa e il cavaliere” (Aliberti 2011) e “Gioventù amore e rabbia” (Sperling & Kupfer 2011). Sempre per la Sperling ha curato una collana intitolata “Le radici del presente”, che si occupa di raccontare il passato prossimo dell’Italia “quello che per i giornali è vecchio, per i libri di storia è prematuro e per noi è interessante”.

Francesco Malavolta

Unico fotografo al seguito dell’Agenzia dell’Unione europea per il controllo delle frontiere FRONTEX, Francesco Malavolta è un fotogiornalista che da anni si dedica alla documentazione delle migrazioni collaborando con l’UNHCR (Agenzia Onu per i rifugiati), OIM (Organizzazione internazionale per le migrazioni) e con agenzie di stampa internazionali come Associated Press. Ha iniziato a seguire i fenomeni migratori all’inizio degli anni Novanta, quando nel porto di Brindisi si trovò a fotografare il grande esodo dall’Albania. Da qui la voglia di scoprire cosa spingesse le persone a lasciare le proprie case, le proprie città e soprattutto quali storie ci fossero dietro i loro volti. In vent’anni ha documentato tutti i margini dell’Europa, dallo stretto di Gibilterra fino a Evros, dalle isole di Lesbo e Lampedusa alla rotta balcanica.

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