MAL DI CRISI
Postato da: Giovanni Siri
- 20 dicembre 2011
La crisi incombente modificherà il livello di attenzione alla nostra salute o la aumenterà?
Al proposito esistono due diverse teorie: l'una secondo cui la presenza di preoccupazioni reali (materiali, economiche) spazza via tutte le attenzioni ipocondriache di natura narcisistica, l'altra che all'opposto prevede che il clima di crisi acuisca le paure e si traduca in ulteriori attenzioni alla propria salute (in una sorta di introversione).
In genere i dati derivati dai consumi inducono a pensare che, se esiste una crisi percepita come reale o materiale (meglio se avvertita come un vero e proprio pericolo) ed urge la necessità di reagire, allora l'attenzione ipocondriaca o narcisistica a se stessi si abbassa. Quando invece esiste una sensazione di pericolo diffusa ma senza indicazioni possibili di una azione per sfuggirvi, allora il rifugio nel privato difensivo acuisce la attenzione al proprio stato psicofisico. Per esempio, vedremo dal consumo di farmaci da banco e non, quale direzione prenderanno le cose in questo caso.
La mia previsione, per quello che vale, è che il senso di vaghezza della crisi (c'è, non c'è, è colpa dell'Europa e della Merkel, tanto non possiamo fallire…) e la impotenza del proprio contributo personale attivo (siamo nelle mani del fato, dei tecnici, della Germania, del capriccio degli Dei…) finiranno per rafforzare il rifugio nel privato e in questo orizzonte difensivo la richiesta di accudimento e di cura aumenterà.
Al netto però del rincaro dei ticket e dei farmaci!
