BUGIARDINI, PIÚ ATTENZIONE PER LE DONNE

Autore: Giancarlo Toson
  - 15 dicembre 2011
L'appartenenza al genere maschile e femminile condiziona lo sviluppo e l'impatto delle malattie? Se ne occupa la Medicina di Genere, disciplina consolidatasi negli USA già dagli anni '80. Una delle sue aree di ricerca riguarda la diversa efficacia delle terapie come il loro impatto in termini di effetti collaterali: in generale, rispetto agli uomini, le donne sono colpite con maggiore frequenza (da 1,5 a 1,7 volte) e in maniera più pesante dagli effetti collaterali dei farmaci.

Gli attori della sanità italiana sono pronti a recepire e praticare i princìpi della Medicina di Genere, che può rappresentare un'innovativa opportunità per il sistema sanitario. È quanto è emerso dalla ricerca "Conoscenza, rilevanza e prospettive della Medicina di Genere in Italia", condotta su un vasto campione di operatori sanitari italiani - decisori, amministratori,medici delle principali specializzazioni e farmacisti - e presentata il 22 novembre a Roma, nel corso del Simposio "La salute della differenza" promosso dal GISeG - Gruppo Italiano Salute e Genere, insieme a Novartis.
Nonostante solo da pochi anni sia diventata d'attualità anche in Italia, la Medicina di Genere è ormai conosciuta dagli operatori sanitari anche nel nostro Paese. I dati della ricerca evidenziano che le percentuali più alte di conoscenza si registrano tra i Direttori generali e sanitari (86%) e i farmacisti (80%), ma livelli significativamente elevati si riscontrano anche tra gli specialisti, con percentuali più alte tra gli oncologi (77%) e i neurologi (75%).
 
La grande maggioranza dei decisori e medici specialisti chiede alle istituzioni che nella pratica clinica vengano concretamente riconosciute le differenze specifiche tra uomini e donne, in modo da assicurare a tutti la terapia più appropriata. Proprio in questa chiave è in corso "Gender Attention", il primo studio osservazionale di Medicina di Genere promosso da un'industria farmaceutica, Novartis, con l'obiettivo di valutare in modo specifico l'influenza del genere sulla differente incidenza di effetti collaterali in persone affette da psoriasi e in trattamento farmacologico come da pratica clinica con ciclosporina. Nello studio, cui partecipano 52 centri universitari e ospedalieri di dermatologia italiani, sono coinvolte 800 donne e 400 uomini e in sole 7 settimane è stato registrato il 100% delle adesioni dei centri clinici.
 
Circa il 90% degli intervistati reputa necessario introdurre la Medicina di Genere nei percorsi universitari e formare ad hoc gli operatori e circa il 70% si aspetta che nei prossimi cinque anni vengano introdotte nei bugiardini informazioni dedicate alla risposta della popolazione femminile alle terapie farmacologiche sino ad  oggi non adeguatamente rispecchiata nei foglietti illustrativi.
 
Tags
farmaci    ricerca   





Tag Cloud
adolescenti    allergia    Alzheimer    apparato respiratorio    asma    bambini    batteri    benessere    bioetica    biologia    chirurgia    cinema    comunicazione    concorso fotografico    consenso informato    cura    cure    diritto    divulgazione    dolore    empatia    etica    eventi    famiglia    farmaci    felicità    Festival Biblico    film    fotografia    genetica    Imprese di Valori    informazione    legislazione    madri    malattia    malattie respiratorie    media    narrazione    ospedale    prevention    prevenzione    pubblicazioni    pubblicità    rapporto medico-paziente    respiro    ricerca    salute    scienza    smog    speleoterapia    spiritualità    squadra medica    stress    tecnologia    terapia    test    testamento biologico    trapianto    vita    Vivere sani vivere bene    web   
Realizzazione sito Ikon Multimedia
Share/Bookmark condividi