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  <title type="text">Area Scientifica</title>
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  <rights type="text">Copyright (C) 2010 Ikon S.r.l.</rights>
  <updated>2013-05-22T22:36:16+02:00</updated>
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    <title type="text">IGIENE DELLE MANI E INFEZIONI OSPEDALIERE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14878&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 22 maggio 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IGIENE DELLE MANI E INFEZIONI OSPEDALIERE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;p class="p1"&gt;Scarso igiene delle mani negli ospedali aumenta i tassi d'infezione. Social marketing in aiuto?&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;L'insufficiente attenzione all'igiene delle mani da parte degli operatori sanitari rappresenta uno dei fattori che contribuiscono ad aumentare i tassi di infezione nelle strutture ospedaliere.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;p class="p2"&gt;Secondo un'interessante ricerca dell'Università di Salforn (Manchester - Regno Unito), l'approccio tradizionale adottato nella formazione e sensibilizzazione del personale ospedaliero su questo aspetto potrebbe essere migliorato attraverso l'applicazione di tecniche di marketing sociale. &lt;/p&gt;

&lt;p class="p2"&gt;Lo studio, pubblicato nei giorni scorsi, condotto in un grande ospedale nel nord-est del Regno Unito, ha evidenziato il contributo innovativo che potrebbe dare l'applicazione della metodologia del marketing sociale nell'analisi, realizzazione, promozione e mantenimento di programmi  per conseguire una migliore igiene ospedaliera. La raccolta dati è avvenuta sia attraverso interviste al personale ospedaliero, sia attraverso la consultazione di documenti d'archivio relativi a verifiche del rispetto delle procedure di igiene delle mani. &lt;/p&gt;

&lt;p class="p2"&gt;L'analisi di questi dati ha messo in evidenza che la Direzione ospedaliera attribuiva un'importanza considerevole a questo tema, che rientrava oltretutto nella valutazione delle prestazioni individuali e che era oggetto di regolari verifiche. Inoltre, il personale confermava di essere al corrente della presenza di poster promozionali e di aver partecipato ad attività collegate all'igiene delle mani, quali corsi di formazione e valutazione di competenze. Nonostante questo, la performance complessiva rimaneva al di sotto delle attese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 L'applicazione della metodologia di marketing sociale ha permesso di mettere in evidenza  alcune lacune: per esempio di focus e segmentazione del personale ospedaliero (la conoscenza delle iniziative della direzione non era omogenea tra il personale ospedaliero, carente in particolare nel personale più giovane; iniziative di formazione non differenziate in funzione dei ruoli e della preparazione del personale ospedaliero); di marketing mix (insufficiente attenzione ai prodotti usati per l'igiene, al prezzo e alla loro localizzazione nel reparto); di scambio (risultati degli audit non resi noti e discussi).&lt;br /&gt;
 Dallo studio sono emerse anche alcune raccomandazioni:&lt;/p&gt;

&lt;ul class="ul1"&gt;
&lt;li class="li2"&gt;porre maggiore enfasi sull'impegno del personale a non recare danno alla salute del paziente piuttosto che sulla rigorosa osservanza delle norme&lt;/li&gt;

&lt;li class="li2"&gt;far partecipare il personale ospedaliero nella scelta  dei prodotti per l'igiene delle mani, favorendone così una più diretta responsabilizzazione&lt;/li&gt;

&lt;li class="li2"&gt;fare campagne pubblicitarie regolari e con cartellonistica rinnovata per evidenziare l'impegno di tutto il personale ospedaliero a tutti i livelli e l'importanza che l'igiene delle mani riveste per l'organizzazione &lt;/li&gt;

&lt;li class="li2"&gt;chiedere regolarmente il feed-back ai pazienti su come giudicano l'attenzione all'igiene delle mani da parte del personale ospedaliero &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p class="p3"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;
 Fonte:&lt;/i&gt; &lt;strong&gt;Conway T.,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;2013. Approfondimenti:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Reducing+hospital+associated+infection%3A+a+role+for+social+marketing." target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Pubmed&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-05-22T22:36:16+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15628</id>
    <title type="text">VACCINO HPV: CREDENZE E COMPORTAMENTI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14876&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 17 maggio 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;VACCINO HPV: CREDENZE E COMPORTAMENTI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Vaccino contro il papilloma virus: da madre a figlia, influenze sulle scelte e i comportamenti.
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br class="p1" /&gt;
&lt;br /&gt;
 

&lt;div&gt;
È ormai risaputo che l'Human Papilloma Virus (HPV) sia l'agente eziologico del cancro alla cervice.&lt;br /&gt;
 Il cancro della cervice può essere prevenuto e i servizi sanitari sono attivi in tale direzione: dal 2006 sono disponibili vaccini contro il virus destinate alle giovani donne tra i 9 e i 26 anni. E' importante favorire i tassi di vaccinazione contro l'HPV da parte delle adolescenti, ma bisogna considerare che quando il vaccino viene somministrato a ragazze minorenni è necessaria l'autorizzazione dei genitori.&lt;br /&gt;
 Comprendere quando e come una madre possa prendere questa importante decisione è obiettivo di numerosi studi.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 L'Università di Louisville, nel  Kentucky, USA, ha condotto uno studio prospettico che ha coinvolto un campione di 68 coppie madre-figlia reclutate per verificare l'ipotesi della "Teoria del comportamento pianificato" (Theory of Planned Behavior,  TPB).  Questa teoria  indica i fattori e i meccanismi (e cioè Behavioral Attitude, Societal Norms, Perceived Behaviour Control) che predicono le intenzioni e la decisione finale.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Nella prima fase dell'indagine, madri e figlie sono state sottoposte, in modo indipendente, alla somministrazione di questionari, per analizzare, secondo la teoria del TPB,  le variabili che avrebbero potuto influenzare le intenzioni delle madri e precisamente: 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
1) la loro posizione verso l'efficacia e la non rischiosità del vaccino e la prospettiva di aiutare la figlia a stare in salute in futuro (behavioral attitude)
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
2) il fatto che in famiglia e tra gli amici l'idea di sottoporre la figlia alla vaccinazione fosse accettata (societal norms)
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
3) la rassicurazione che la vaccinazione non fosse troppo costosa e che il medico della figlia fosse favorevole alla vaccinazione  (perceived behavoural control) 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
A sei mesi dall'indagine  16 madri hanno scelto di vaccinare la propria figlia. Per queste madri la decisione di far vaccinare le proprie figlie è risultata fortemente correlata alle intenzioni emerse nella prima fase di indagine sulla base della loro posizione in merito alle variabili della TPB.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Gli autori, pur riconoscendo la limitatezza del campione dello studio, concludono che:
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
A) la teoria del 'Planned Behavior' indica i fattori da tenere in considerazione per promuovere la vaccinazione contro l'HPV, attraverso iniziative specifiche sulle famiglie o campagne di marketing sociale
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
B) sono necessari ulteriori studi per comprendere quanto questo modello si possa applicare a diversi tipi di famiglie, a diverse culture e nazionalità. 
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; &lt;strong&gt;Hertweck SP,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;2012.&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-05-17T14:58:57+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15612</id>
    <title type="text">COME FAR MANGIARE ALIMENTI SANI AI BAMBINI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14860&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 30 aprile 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;COME FAR MANGIARE ALIMENTI SANI AI BAMBINI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Una dieta equilibrata va impostata nella prima infanzia e mantenuta per tutta la vita.
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;p class="p1"&gt;E' quindi importante studiare le modalità più efficaci di comunicazione alimentare anche nei primi anni di vita. &lt;/p&gt;

&lt;p class="p1"&gt;In uno studio condotto nei Paesi Bassi su 166 bambini di età compresa fra i 4 e 6 anni, gli autori hanno analizzato se immagini di animali fossero altrettanto efficaci di personaggi televisi familiari nello stimolare risposte affettive verso i cibi sani. I bambini sono stati esposti a un'immagine di carota combinata con 5 differenti tipi di figure: una familiare (personaggi televisivi molto noti ai bambini) e 4 non-familiari. Delle 4 figure non familiari, una (un pupazzo di rinoceronte color grigio) era totalmente inconguente con l'alimento, mentre le altre 3 erano conguenti o concettualmente (coniglio grigio e carota) o percettivamente (rinoceronte arancione e carota) o sia concettualmente che percettivamente (coniglio arancione e carota).&lt;/p&gt;

&lt;p class="p1"&gt;E' risultato che il ricorso a personaggi televisivi noti e familiari attiva nei bambini sia risposte affettive automatiche (misurate lasciando ai bambini poco tempo per scegliere) che più consapevoli (misurate lasciando ai bambini un tempo maggiore per esprimere la loro scelta): ciò confermerebbe teorie sociali riconosciute. Contestualmente è stato rilevato che anche figure meno comuni e familiari, però concettualmente o percettivamente congruenti, possono essere importanti nel promuovere una risposta positiva verso la scelta di alimenti sani. &lt;/p&gt;

&lt;div&gt;
Queste osservazioni possono essere utili nella comunicazione alimentare per superare alcuni svantaggi legati all'utilizzo di personaggi noti: infatti non sono stati pensati originariamente per promuovere uno specifico alimento e, data la loro presenza nei media in contesti diversi dalla comunicazione alimentare, essi potrebbero comunicare messaggi non voluti.   
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; &lt;b&gt;DeDroog &lt;/b&gt; &lt;em&gt;2012. &lt;a href="http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10810730.2011.650833?url_ver=Z39.88-2003&amp;amp;rfr_id=ori:rid:cross&amp;amp;" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Per approfondimenti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-05-02T22:40:01+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15593</id>
    <title type="text">VACCINAZIONI. ASPETTI ETICI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14841&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 26 aprile 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;VACCINAZIONI. ASPETTI ETICI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
C'e chi si vaccina per proteggere i propri figli, chi i genitori anziani, chi per senso civico... 
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Parlare in questi giorni di vaccinazioni antiinfluenzali potrebbe sembrare fuori stagione: in realtà, l'argomento è legato all'etica, un aspetto valido tutto l'anno. L'etica della salute pubblica riguarda prevalentemente la prevenzione di possibili malattie aventi carattere epidemico e si occupa di come le decisioni individuali influiscano sulla collettività.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Nel caso specifico delle vaccinazioni, le azioni individuali sono interdipendenti poiché influenzano in modo diretto l'intera comunità. I contesti etici delle pandemie influenzali si basano sul rispetto di valori e principi come l'autonomia, la responsabilità, la trasparenza, la solidarietà e la giustizia sociale. Tuttavia, è limitato il numero di studi che esaminano la percezione da parte della popolazione di norme morali. Uno di questi studi, condotto in Canada - precisamente nel Quebec -, ha analizzato la sensibilità della popolazione a determinati principi etici che sono stati promossi dalle autorità sanitarie pubbliche durante una campagna di vaccinazione tenutasi qualche anno fa contro il virus dell'influenza A (H1N1). &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Otto mesi dopo la fine della campagna di vaccinazione, 100 abitanti della provincia francofona sono stati suddivisi in dieci gruppi di discussione per analizzare alcuni aspetti quali il livello di rispetto dimostrato dalle autorità sanitarie verso l'autonomia individuale, i limiti degli appelli alla solidarietà e infine la vaccinazione come dimostrazione di senso civico e di responsabilità sociale.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
La popolazione ha riconosciuto un alto livello di responsabilità individuale verso i membri della famiglia e ha riferito di aver accettato di vaccinarsi per proteggere principalmente  bambini e genitori anziani. Il dovere civico e la solidarietà non erano stati sentiti come valori dominanti nella decisione di sottoporsi al vaccino: dovrebbero essere proprio questi, invece, i valori fondamentali che, rappresentando il centro di un'etica della salute pubblica, legittimano la vaccinazione di massa.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; &lt;strong&gt;Massè&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; 2012. &lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-04-26T14:12:18+02:00</updated>
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    <title type="text">SCREENING: COME AUMENTARNE L'ADESIONE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14792&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 19 aprile 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;SCREENING: COME AUMENTARNE L'ADESIONE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Lo screening è un fattore chiave nella lotta ai tumori. Come accrescerne la consapevolezza?
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
C'è la necessità di migliorare l'adesione dei pazienti ai programmi di screening antitumorale, in particolare a quello del tumore colorettale, che è la seconda causa più importante di morte negli Stati Uniti. A tal proposito si stanno conducendo studi scientifici al fine di trovare le modalità più efficaci per favorire l'adesione ai programmi di screening. &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
E' noto che il web offre possibilità inedite per educare i pazienti verso una maggior cura di se stessi e per questo è opportuno capire quale possa essere il suo ruolo nella diffusione di informazioni sullo screening tumorale, a fianco o in alternativa ai metodi tradizionali. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Sorprendente il risultato di un recente studio condotto negli USA, presso il Fox Chase Cancer Center di Philadelphia. Lo studio - che contemplava un gruppo controllo per il quale erano previste le abituali iniziative mediche - ha messo a confronto l'efficacia della comunicazione sullo screening dei tumori colorettali fatta attraverso l'invio di documentazione scritta e l'efficacia della comunicazione di identici contenuti fatta via web: il web non ha migliorato la partecipazione che è risultata in linea con quella ottenuta con l'iniziativa via comunicazione scritta e, dato sorprendente, con il gruppo controllo.&lt;br /&gt;
   
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Allo studio hanno partecipato un totale di 904 donne identificate tramite due database nazionali di pazienti ginecologiche, non sottoposte in precedenza a screening, che presentavano un  rischio medio di incidenza della patologia. A quattro mesi dall'inizio dello studio, l'adesione allo  screening  non era significativamente differente dopo informazione specifica sul rischio diffusa in rete (12,2%), tramite stampa (12,0%) o nel gruppo di  controllo (12,9%).  Il nuovo approccio comunicativo via web non ha avuto quindi alcun effetto significativo sull'adesione allo screening, tranne che in alcuni sottogruppi (in particolare quello a reddito elevato). &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Gli autori dello studio hanno perciò concluso che difficilmente un intervento educativo basato sul web, di per sé e senza altre azioni di rinforzo,  migliori l'adesione allo screening colorettale nelle donne a rischio medio. 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; W&lt;strong&gt;&lt;i&gt;einberg&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; 2013. &lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-04-19T16:55:27+02:00</updated>
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    <title type="text">GINECOLOGO O GINECOLOGA?</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14789&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 16 aprile 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;GINECOLOGO O GINECOLOGA?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Le donne preferiscono le donne: questione di genere ma anche di comunicazione...
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
E' comunemente accettato che le capacità e le modalità comunicative in medicina possono condizionare la scelta del medico da parte del  paziente, che in esso ricerca non solo competenze ed esperienza tecnico-professionale, ma anche doti di comunicazione e vicinanza emotiva.  &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Di recente, un gruppo di ricerca olandese ha condotto una revisione sistematica di studi pubblicati negli ultimi 10 anni riguardanti gli aspetti che influenzano la scelta del ginecologo: dei 243 lavori sull'argomento, sono stati esaminati i nove studi che risultavano avere una qualità all'altezza dei rigorosi criteri di selezione. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Questi i principali risultati:
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
• l'esperienza e la competenza tecnica rappresentano, come atteso, fattori importanti nella scelta del ginecologo per circa il 90% delle pazienti;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
• le ginecologhe sono mediamente preferite rispetto ai ginecologi, sebbene la maggior parte delle pazienti non consideri il genere quale principale fattore nella scelta del medico specialista;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
• le ginecologhe sono maggiormente preferite ai ginecologi quando la visita prevede un esame fisico o dalle pazienti giovani (&amp;lt;26 anni) o dalle donne che hanno superato i 40 anni d'età. La preferenza verso le ginecologhe non appare influenzata da altri fattori quali l'essere sposata, essere single, essere incinta o non.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Due studi, focalizzati sulle differenze nello stile di comunicazione tra ginecologi donne e uomini, hanno messo in evidenza che le ginecologhe usano uno stile di comunicazione che pone al centro dell'interesse la paziente. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
In particolare:  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
• le ginecologhe cercano di stabilire una buona relazione con le pazienti, cercando di capire di più delle loro esperienze e delle loro aspettative, di comprendere i loro problemi ponendoli in un contesto più integrato che considera sia gli aspetti medici che psicosociali;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
• mentre i ginecologi tendono a concentrarsi sugli aspetti squisitamente medici, le ginecologhe riescono a coinvolgere maggiormente le pazienti nel colloquio e nelle scelte terapeutiche creando un clima di fiducia e di maggiore soddisfazione da parte delle pazienti per la visita.  &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Tali osservazioni portano gli autori a concludere che la preferenza per le ginecologhe può essere spiegata in parte anche dallo stile di comunicazione più attento e empatico verso le pazienti. 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; &lt;strong&gt;&lt;i&gt;Janssen&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; 2012. &lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-04-16T13:10:59+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15534</id>
    <title type="text">CINEMA PER FORMARE GLI INFERMIERI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14782&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 9 aprile 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;CINEMA PER FORMARE GLI INFERMIERI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Insegnare ai futuri infermieri attraverso il cinema è efficace? Vediamone pro e contro.
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Tra le strategie formative adottate in ambito sanitario, da tempo vengono utilizzati filmati come supporto al processo di apprendimento. Il termine "cinenurducation" (una sintesi fra cinema, nurse - infermiere - ed educazione), si riferisce proprio a questa metodologia didattica per la formazione degli infermieri. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
L'utilizzo nella formazione di film del grande schermo non rappresenta una novità, ma non sono numerosi gli studi condotti per capirne l'utilità e fino ad oggi non era disponibile una revisione sistematica dell'argomento. La lacuna è stata colmata da un gruppo di ricerca sudcoreano, che ha preso in considerazione 198 studi internazionali, selezionando poi i 15 rispondenti a rigorosi criteri qualitativi di scelta e che si riferiscono a una popolazione di più di 700 studenti. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
L'attuale letteratura considera la formazione attraverso la cinematografia un'efficace strategia didattica nell'ambito della formazione di base infermieristica e dell'educazione continua.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Le caratteristiche specifiche dell'apprendimento attraverso la 'cinenurducation' sono sostanzialmente le seguenti quattro:
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
i) l'apprendimento vede un coinvolgimento molto più attivo dello studente, rispetto alle tradizionali forme di educazione in cui l'attore principale è l'insegnante; 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
ii) l'apprendimento avviene attraverso la visione e l'interiorizzazione di esperienze vissute sia da parte dei pazienti che dei loro familiari;  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
iii) l'apprendimento viene facilitato da un approccio riflessivo, che si sviluppa mediante esercitazioni di interpretazione dei temi proposti dai film e la condivisione dei diversi punti di vista degli studenti;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
iv) l'apprendimento viene rafforzato dall'approccio 'problem-solving' tipico di questa metodologia e questo aumenterebbe la comprensione di quanto appreso in classe.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Gli autori evidenziano anche alcune difficoltà legate all'uso di questa metodologia didattica, le quali riguardano principalmente l'elevato impegno richiesto ai docenti per selezionare i film più appropriati per il curriculum dei propri studenti. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Raccomandano perciò la selezione di un campione di film su cui preparare delle guide istruttive che possano essere usate in diversi contesti e lo sviluppo di strumenti di valutazione standard per misurare il reale beneficio di questa metodologia per l'apprendimento degli studenti. 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; &lt;strong&gt;&lt;i&gt;J. Oh&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; 2012. Per approfondimenti: &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22554554" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;Pubmed&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-04-09T13:01:05+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15533</id>
    <title type="text">COUNSELLING E CARDIOVASCULOPATIE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14781&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 5 aprile 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;COUNSELLING E CARDIOVASCULOPATIE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Counselling per prevenire cardiovasculopatie. Un rimedio efficace anche per le persone sane.
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
In Italia, così come in tutti i paesi industrializzati, le cardiovasculopatie sono la principale causa di morte; accanto a questo, comportano un notevole onere per la sanità pubblica. Per ipertensione arteriosa, infarto miocardico, aritmie e insufficienza cardiaca sono disponibili terapie efficaci e consolidate, ma la prevenzione potrebbe essere il fattore chiave per il loro controllo. E la prevenzione passa attraverso il counselling, che consente di ridurre i fattori comportamentali di rischio.  &lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
E' in quest'ottica che Bock e i suoi collaboratori hanno condotto una revisione sistematica su 18 studi pubblicati a livello internazionale, che riportano le abitudini di 6.338 medici di base. Da quest'ampia casistica emerge la necessità di incrementare il counselling comportamentale nella medicina di base - con particolare riguardo a dieta e attività fisica -  indirizzandolo anche ai soggetti che non presentano fattori di rischio cardiovascolare. &lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
L'analisi fa emergere, infatti, che il consiglio più comunemente fornito al paziente è quello di  smettere di fumare, mentre l'attenzione verso uno stile di vita sano, fondato sull'esercizio fisico e una corretta alimentazione, ricopre un ruolo sensibilmente inferiore.&lt;br /&gt;
Solo in qualche caso il medico adotta un approccio di counselling più intenso. È importante che il medico sproni i pazienti a cambiare il proprio stile di vita, eliminando i fattori che predispongono maggiormente a cardiopatie ma è altrettanto fondamentale che lo stesso medico percepisca questo counselling come uno strumento utile anche per le persone sane.    
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; &lt;strong&gt;&lt;i&gt;C. Bock&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; 2012. Per approfondimenti:&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22457269" target="_blank" style="color: #b7b31c"&gt; Pubmed&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-04-05T11:06:25+02:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15531</id>
    <title type="text">L'INFLUENZA DEI MEDIA IN SALUTE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14779&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 3 aprile 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;L'INFLUENZA DEI MEDIA IN SALUTE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify;"&gt;I media quanta influenza hanno sulla percezione di una patologia o di una cura?&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
I media sono una delle principali fonti di informazione sugli argomenti medico-scientifici per il pubblico e spesso lo sono anche per medici, altri operatori sanitari e decisori. Pertanto, una rappresentazione distorta di una terapia medica o chirurgica influenza l'opinione del pubblico e la sua propensione ad accettare le terapie, oltre a condizionare il processo decisionale nella sanità. &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Un caso esemplificativo proviene da un'analisi fatta su 197 articoli comparsi sui principali dieci quotidiani britannici nell'arco di 24 mesi (2010-2011) relativamente al tema della chirurgia bariatrica e metabolica.&lt;br /&gt;
 Si tratta di  un intervento chirurgico destinato a ridurre l'obesità patologica, definita da un indice di massa corporea (IMC) pari o superiore a 40 kg/m2. Questo intervento comporta benefici per il paziente - in termini di riduzione del rischio di mortalità e di sviluppo di co-morbilità, come il diabete di tipo 2 - e per l'intera società, in quanto consente una riduzione dei costi sanitari legati al singolo paziente. &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Williamson e collaboratori, autori di questa analisi, mettono in evidenza l'ampia disparità di opinioni espresse in questi articoli: infatti, il 33% di essi considera l'approccio negativo,  il 53% lo considera positivo e il 14 % neutro (vale a dire descrive i "fatti" senza fornire "commenti" e rimandando ad altri la valutazione).&lt;br /&gt;
 Gli autori di quest'analisi ritengono che gli articoli negativi possano distorcere la consapevolezza generale dei pazienti obesi e ne influenzino le scelte e i tempi della decisione. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 E' corretto esigere dalla stampa, e dai media in genere, un'informazione appropriata e consapevole, ma bisogna ricordare che i quotidiani non sono l'unica fonte di informazione; in Italia, poi, la lettura del giornale è patrimonio di una minoranza della popolazione. Il paziente fonda la propria consapevolezza anche su altre fonti tradizionali (come il passaparola) o meno tradizionali come il web, ma, nel caso di patologie, rimane il medico la fonte più autorevole. 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;i&gt;Fonte:&lt;/i&gt; &lt;strong&gt;&lt;i&gt;J. M. L. Williamson&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;, 2012. Per approfondimenti:&lt;span style="color: #b7b31c"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt; &lt;a href="http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs11695-012-0701-5" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;Lavoro originale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-04-03T17:43:55+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15502</id>
    <title type="text">RIPRENDERE IL LAVORO DOPO UN TUMORE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14750&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 26 marzo 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;RIPRENDERE IL LAVORO DOPO UN TUMORE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify;"&gt;Interagire con i colleghi, riprendere ritmi e routine: ricominciare a lavorare dopo un tumore.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Il rientro al lavoro dopo una patologia grave è sempre difficile: interagire con i colleghi, affrontare i  cambiamenti intervenuti, riprendere ritmi e routine. Un caso particolare è rappresentato dai pazienti tumorali, per la percezione diffusa di inguaribilità che troppo spesso ancora pervade anche se in modo erroneo questa patologia e condiziona i comportamenti e le relazioni. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Nei Paesi Bassi il problema è stato affrontato attraverso un intervento di supporto ai pazienti tumorali che desideravano riprendere il lavoro con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita. Il programma prevedeva tre interventi: 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
- un intervento educativo sul paziente condotto in ambito ospedaliero 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
- una particolare attenzione alla comunicazione fra il medico curante e il medico sul posto di lavoro
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
- la richiesta al medico "di fabbrica" di organizzare un incontro fra il paziente e il suo "capo" per definire un piano graduale di rientro al lavoro. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Questa modalità è stata ben accettata da pazienti e personale ospedaliero nell'ambito delle abituali cure psicooncologiche, ma si sono incontrate difficoltà nel coinvolgimento attivo dei medici e dei responsabili sul posto di lavoro. Queste le conclusioni che ci derivano da una piccola, ma interessante  casistica.   
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Infatti quasi la metà (47 %)  dei 65 pazienti coinvolgibili hanno partecipato allo studio; i quattro  infermieri incaricati avevano un ruolo importante nella raccolta dei dati tramite questionari, nell'erogazione del programma educazionale, el coinvolgimento del personale aziendale e nell'analisi dei dati è stata sia di tipo qualitativo che quantitativo. Nell'85% dei casi  il protocollo è stato seguito in modo corretto. Tuttavia, se nella totalità almeno una lettera è stata inviata al medico del lavoro, solo nel 10% dei casi ha avuto luogo la riunione tra paziente, medico del lavoro e responsabile per definire le modalità di rientro. Le opinioni raccolte sono risultate positive: i pazienti hanno riconosciuto l'estrema utilità del programma, gli infermieri lo hanno trovato gestibile. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Come prevedibile, il punto debole rimane il coinvolgimento del medico esterno, l'elemento sul quale lavorare in futuro adottando migliori strategie motivazionali in considerazione della soddisfazione espressa dai pazienti.  
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Tamminga&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, 2012. Per approfondimenti: &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3484279/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;NCBI &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-03-26T18:16:56+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15497</id>
    <title type="text">CAMPAGNA SOCIALE PER L'ALLATTAMENTO AL SENO</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14745&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 22 marzo 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;CAMPAGNA SOCIALE PER L'ALLATTAMENTO AL SENO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify;"&gt;L'allattamento al seno: bisogno affettivo dei neonati e patrimonio di salute per tutta la vita.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
L'allattamento al seno rientra nei bisogni affettivi dei neonati e rappresenta un patrimonio di salute per tutta la vita. Tuttavia sono ancora diffusi pregiudizi socio-culturali relativamente alla durata dell'allattamento al seno e alla sua esclusività. Molte mamme non vengono informate in modo esauriente e rinunciano a questo naturale gesto per mancanza di consapevolezza e di supporto. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Negli USA dal 1997 è stata avviata un'operazione di marketing sociale denominata "Loving support Makes Breastafeeding Work" (Sosteniamo con amore e l'allattamento al seno ha successo).&lt;br /&gt;
 L'obiettivo specifico è la promozione di questo bisogno primario del neonato. Da allora si sono ottenuti notevoli miglioramenti: più donne hanno iniziato prima e hanno allattato per più tempo. Nonostante il successo della campagna utttavia, non è ancora del tutto vissuto con naturalezza l'allattamento nei luoghi pubblici con risvolti negativi sulla durata e sul  ricorso al latte artificiale.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Due sono le lezioni principali apprese da questa operazione di marketing sociale che conferma quanto già emerso in precedenza, anche in altre realtà sociali quali il Brasile: 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 1) l'importanza di coinvolgere quanti nella società possono influenzare, prendere decisioni e indirizzare le abitudini delle mamme verso l'allattamento, anche in termini di durata consigliata. Ad esempio, la famiglia, gli amici, gli operatori sanitari, i datori di lavoro, i legislatori, l'industria... 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
2) Per ottenere risultati ancora migliori, nel disegnare nuove campagne sociali, si dovrà tenere conto della propensione all'utilizzo di specifici media quali dispositivi mobili (cellulari e tablets) e social network con i quali molte donne hanno familiarità.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Per concludere, due parole sul marketing sociale, una modalità che prevede il ricorso a principi derivati dalle tecniche di marketing commerciale adattati alla promozione e allo sviluppo di tematiche di interesse per l'intera società, quali la salute. Un approccio molto più complesso della campagna sociale perchè intervengono quattro compiti fra loro in relazione: il beneficio per l'intero audicence, il comportamento del target, l'essenza (marchio, rilevanza, posizionamento) e lo sviluppo del marketing mix derivante dalle 4P: prodotto, prezzo, posto (luogo), promozione.  
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Pérez-Escamilla&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, 2012. Per approfondimenti: &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22946886" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Pubmed &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-03-22T16:30:01+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15479</id>
    <title type="text">LE MAIL NEL RAPPORTO MEDICO E PAZIENTE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14727&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 15 marzo 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;LE MAIL NEL RAPPORTO MEDICO E PAZIENTE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify;"&gt;Secondo il CENSIS, in Italia nel 2012 il 62% della popolazione era connesso in rete.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Secondo il CENSIS, in Italia nel 2012 il 62% della popolazione era connesso in rete.&lt;br /&gt;
 È noto che la posta elettronica rappresenta ormai uno dei metodi di comunicazione più comuni e popolari anche se il suo impiego, in ambito di prevenzione e cura della salute pubblica, non è ancora consolidato; anche in Italia, comunque, sembrano esistere le condizioni di base per un efficace impiego in ambito sanitario. &lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
A questo proposito, dal Regno Unito arriva una metanalisi che ha riesaminato nove studi clinici in cui la comunicazione tra paziente (quesiti) e medici (risposte) poteva avvenire via e-mail. Sono stati selezionati nove studi clinici per un totale di 1733 pazienti: per otto di questi studi era stata valutata l'efficacia delle e-mail rispetto ai metodi standard di comunicazione (colloquio personale); per uno studio, invece, il confronto era "tecnologico", avvenendo infatti con la comunicazione telefonica. L'efficacia è stata misurata in termini di benefici sugli esiti clinici o effetti collaterali per i pazienti e di efficienza e risparmio di risorse per il servizio sanitario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Purtroppo gli studi disponibili sono troppo limitati e presentano rischi di bias per trarre solide conclusioni. Tuttavia, nel caso in cui si è confrontata l'efficacia delle e-mail rispetto ai metodi standard di comunicazione (colloquio personale) non è stato possibile per la maggior parte dei pazienti evidenziare un beneficio clinico; contestualmente, non si è riscontrata alcuna evidenza di risparmio di risorse per il servizio sanitario, anzi sembra che in alcuni casi aumenti il numero di e-mail e di telefonate verso i sanitari. Anche nel caso di confronto con il colloquio telefonico non sembrano esserci differenze in termini di benefici clinici, sebbene la comunicazione tramite telefono sembri dimostrare una maggiore potenzialità di convincimento verso il paziente a intraprendere modifiche dello stile di vita. &lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Secondo gli autori, in conclusione, gli studi a disposizione non permettono di giungere a conclusioni attendibili sull'impatto della posta elettronica nel rapporto medico-paziente e sulla efficienza dei servizi sanitari; tuttavia, in questo campo sarebbe utile in futuro impostare ricerche che portino a risultati più significativi e che tengano in debito conto l'evoluzione della tecnologia, sia come servizio offerto al paziente e ai suoi curanti, che come strumento efficace per ridurre i costi dei servizi sanitari.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;b&gt;H. Atherton&lt;/b&gt;, 2012. Per approfondimenti: &lt;a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD007978.pub2/abstract?systemMessage=Wiley+Online+Library+will+be+disrupted+on+23+February+from+10%3A00-12%3A00+BST+%2805%3A00-07%3A00+EDT%29+for+essential+maintenance" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;The Cochrane Library &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-03-14T12:07:53+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15478</id>
    <title type="text">BAMBINI, ASMA E PROGRAMMI DOMICILIARI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14726&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 13 marzo 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;BAMBINI, ASMA E PROGRAMMI DOMICILIARI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Un nuovo approccio per migliorare la prevenzione nei bambini con forme acute d'asma.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
L'asma è la patologia cronica più diffusa tra i bambini e rappresenta la principale causa di visite in medicina d'urgenza. Nonostante la medicina d'urgenza rimanga punto di contatto per i bambini asmatici per la gestione delle forme acute e croniche dell'asma, il modo migliore per stabilire un controllo a lungo termine di questa patologia è mettere in pratica misure preventive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un recente articolo apparso sul Journal of Asthma riferisce di un nuovo approccio comportamentale definito Pediatric Asthma Alert (PALL), volto a migliorare l'efficacia delle misure preventive in bambini che abbiano precedentemente avuto una visita in medicina d'urgenza. Allo studio, condotto negli Stati Uniti a Baltimora, hanno partecipato circa 300 bambini, con asma persistente, quasi tutti afroamericani residenti in area urbana, di età compresa tra i 3 e i 10 anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'intervento PALL prevedeva, nell'arco di 12 mesi, due visite domiciliari da parte di un'infermiera professionale (per dare informazioni alle famiglie sui fattori che possono favorire l'attacco asmatico, sulla posologia dei farmaci e sull'uso dei device per la loro corretta assunzione - ad esempio gli inalatori -  o sulla registrazione accurata della terapia e della sintomatologia asmatica) e una visita finale con il medico specialista. La maggior parte delle famiglie sono state coinvolte con successo in questo programma di prevenzione domiciliare. Infatti il 71% dei bambini ha completato il programma fino alla visita finale con lo specialista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I migliori risultati sono stati ottenuti con i bambini più piccoli (3-5 anni), che già disponevano di un piano di azione per la gestione dell'asma.&lt;br /&gt;
Difficoltà a completare il programma si sono rilevate con i bambini in età più elevata o con quelli che avevano i genitori molto stressati o per il loro tipo di vita o per l'attenzione richiesta dalla malattia asmatica dei figli, suggerendo in questi casi la necessità di un supporto educativo maggiore.&lt;br /&gt;
Inoltre lo studio ha messo in evidenza che l'assenza di un piano di azione per la gestione dell'asma potrebbe essere un indicatore di barriere preesistenti alla prevenzione.
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;b&gt;A. M. Butz&lt;/b&gt;, 2012. Per approfondimenti: &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22991952" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Pubmed&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22991952" target="_blank"&gt; &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-03-13T18:00:44+01:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15469</id>
    <title type="text">ESISTE UNA SINDROME POST DIMISSIONI OSPEDALIERE?</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14717&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;giovedì 7 marzo 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;ESISTE UNA SINDROME POST DIMISSIONI OSPEDALIERE?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Esiste veramente una sindrome post dimissioni ospedaliere? Come porvi rimedio?
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Esiste veramente una sindrome post dimissioni ospedaliere? Una condizione di rischio generalizzato e transitorio che favorisce l'insorgenza di patologie successivamente alla dimissione ospedaliera, quando si è clinicamente risolta la condizione acuta per la quale il paziente era giunto in ospedale.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Negli USA quasi un quinto dei pazienti, in prevalenza anziani, dopo una prima ospedalizzazione va incontro a un secondo ricovero nel mese successivo anche per cause diverse dal precedente. È questa la finestra temporale in cui si manifesta la "sindrome post-ospedaliera", ovvero un periodo transitorio di vulnerabilità acquisita dopo le dimissioni. Come porre rimedio?&lt;br /&gt;
 In una interessante intervista, condotta dal New England Journal of Medicine all'inizio del 2013, il Dr Harlam Krumholz, della Yale University School of Medicine, identifica la necessità di intervenire sull'organizzazione della gestione dei pazienti chirurgici ricoverati per eventi acuti: secondo l'intervistato da un lato è richiesta maggiore attenzione ai bisogni primari del paziente durante il ricovero (da non sottovalutare il problema delle infezioni nosocomiali), dall'altro accompagnarlo nella fase post dimissioni per facilitarne il recupero. &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Durante la degenza, i pazienti vivono uno stato di stress generalizzato dovuto a molteplici fattori che possono influenzare negativamente la fase di recupero. Molti sono i pazienti che presentano alterazioni del ciclo circadiano e disturbi del sonno, debilitanti sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista fisiologico, poiché compromettono la funzionalità del sistema immunitario e interferiscono sulla cascata della coagulazione, favorendo l'insorgenza di problematiche cardiovascolari. Anche la dieta ospedaliera è un fattore negativo: può risultare carente; il ritardo e la revoca dell'esecuzione di esami diagnostici da effettuare a digiuno oppure la  mancata erogazione di sacche per la nutrizione parenterale sono fra le fonti di stress  più comuni.  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Diversi sono i fattori identificati che accomunano i pazienti affetti dalla sindrome post dimissioni: il dolore, i disagi provati durante il ricovero, gli orari spesso imprevedibili, i disturbi dell'umore, la somministrazione di benzodiazepine in terapia sintomatica, tutti elementi che concorrono nel predisporre il paziente a problematiche secondarie e che influenzano in modo negativo  l'adesione del paziente alla terapia prescritta per il periodo post dimissioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Per porre rimedio all'eventualità di un secondo ricovero con diagnosi diversa, è necessario un approfondito studio sui pazienti ricoverati per una seconda volta per cause diverse dalla prima ospedalizzazione. Lo studio deve indagare i fattori concausali del secondo ricovero per  consentire di intervenire sull'organizzazione ospedaliera per evitare in futuro danni secondari ai tentativi ospedalieri di risolvere la patologia acuta che ha portato il paziente in ospedale.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;b&gt;H. M. Krumholz&lt;/b&gt;, 2013. Per approfondimenti:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp1212324" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;The New England journal of Medicine&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-03-07T17:59:37+01:00</updated>
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    <title type="text">MONITORAGGIO TERAPEUTICO VIA WIRELESS</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14716&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;lunedì 4 marzo 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;MONITORAGGIO TERAPEUTICO VIA WIRELESS&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify;"&gt;L'adeguata compliance terapeutica è un elemento cardine del successo terapeutico.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
L'adeguata compliance (cioè la condivisione e corretta applicazione da parte del paziente delle indicazioni del terapeuta) è un elemento cardine del successo terapeutico.&lt;br /&gt;
 I prescrittori, pur consapevoli della sua importanza, hanno scarse possibilità di effettivo monitoraggio, ma in futuro la tecnologia ci verrà in aiuto con una formulazione farmaceutica intelligente, dotata di un microchip e di un sistema wireless, che avvicinerà medico e paziente, consentendo al prescrittore di monitorare l'aderenza del paziente alla terapia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Le peculiarità del funzionamento della pillola intelligente, ideata da George Savage, un medico, e Mark Zdeblick, un ingegnere elettronico, risiedono nella presenza di piccole quantità di rame e magnesio in grado di generare elettricità a contatto con i fluidi gastrici. I segnali derivanti vengono inviati a un cerotto ad alta tecnologia, applicato sul torace del paziente. Il cerotto li invia a sua volta, tramite la tecnologia bluetooth, all'Iphone del medico, dandogli indicazioni sul principio attivo assunto, sulla data e sulla frequenza di assunzione. Tutte le informazioni vengono opportunamente memorizzate su iCloud tramite internet.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
La Food and Drug Administration (FDA), l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha per ora approvato la versione placebo del medicinale, al quale si sono interessate diverse industrie farmaceutiche, portandoci a ipotizzare che la sua applicazione pratica potrebbe essere disponibile nel prossimo futuro.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;strong&gt;L. Di Carlo&lt;/strong&gt;, 2012. Per approfondimenti:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=zdeblick+savage&amp;amp;report=abstract" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;NCBI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-03-07T17:52:23+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15432</id>
    <title type="text">VIOLENZA DOMESTICA: LA FORZA DI CAMBIARE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14681&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 1 marzo 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;VIOLENZA DOMESTICA: LA FORZA DI CAMBIARE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Quali barriere psicologiche ostacolano la ricerca d'aiuto in caso di violenza domestica?
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Una delle problematiche principali dello studio sulla violenza all'interno delle mura domestiche resta quello della valutazione dimensionale del fenomeno, attribuibile in parte alla mancanza di una definizione comune del fenomeno e in parte all'estrema variabilità delle stime proposte dalle varie fonti (scientifiche, istituzionali, giornalistiche). Una concausa è da ricercare nelle diverse impostazioni delle metodologie di indagine adottate.  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Purtroppo gli uomini sono spesso autori di violenza domestica, ma sono anche i soggetti  che più difficilmente sono propensi a chiedere aiuto per cambiare il comportamento abusivo dovuto spesso a una errata visione socioculturale dell'appartenenza al proprio genere.  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
In questo contesto caratterizzato da un elevato disagio sociale avvertito in particolare nel nord della Gran Bretagna, alcuni studiosi inglesi hanno avviato una ricerca formativa con la finalità di progettare una campagna di marketing sociale commissionata da un ente pubblico. Lo studio e' stato condotto per approfondire le percezioni di atteggiamenti di una comunità maschile formata da 84 soggetti focalizzandosi sulle barriere che ostacolano il soggetto verso la ricerca di aiuto e identificando nuovi metodi comunicativi e contenuti più efficaci. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
I risultati sono stati tradotti e riassunti nell'espressione che ha dato il titolo alla campagna "&lt;strong&gt;la forza di cambiar&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;e&lt;/strong&gt;", uno slogan che riduce la stigmatizzazione e il senso di colpa sottolineando quanto la ricerca di aiuto possa costituire una forza piuttosto che una debolezza.&lt;br /&gt;
 Le tecniche di marketing sociale hanno consentito di evidenziare le barriere psicologiche (senso di colpa, stigma sociale, remora alla ricerca di aiuto) generando messaggi specifici per incoraggiare a rivolgersi a servizi indirizzati al genere maschile.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;strong&gt;G. Thomson&lt;/strong&gt;, 2012. Per approfondimenti:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&amp;amp;aid=8707860" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Cambridge Journals Online&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-02-28T17:09:20+01:00</updated>
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    <title type="text">IL MARKETING SOCIALE DELL'ATTIVITA' FISICA</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14672&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 26 febbraio 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL MARKETING SOCIALE DELL'ATTIVITA' FISICA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
L'esercizio aiuta a mantenere un corpo sano! Contro la pigrizia ecco le armi del marketing...
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Per ottenere la partecipazione a un'attività fisica, le iniziative proposte devono essere affiancate da un marketing come un prodotto di consumo. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Infatti è ormai diffusamente noto che l'attività fisica sia un'efficace misura di prevenzione di numerose patologie croniche. Ciononostante la sedentarietà è ancora un comportamento comune; infatti è difficile adottare nuovi stili di vita e costruire una motivazione solida. Per di più le barriere socio-economiche giocano un ruolo negativo consentendo minori opportunità a chi risulta svantaggiato.  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Di recente BMC Public Health ha pubblicato i risultati di un progetto di social marketing di tipo comunitario condotto nel Regno Unito e sviluppatosi nell'arco di sei mesi. Nello studio condotto in un'area economicamente svantaggiata sono stati reclutati due gruppi comparabili di soggetti con simile aspettativa di vita, un gruppo ha seguito un programma di attività fisica e l'altro è servito di controllo.  Nella fase preliminare, sono stati identificati i fattori determinanti al fine di ottenere il coinvolgimento della popolazione target (costo, custodia dei figli, diffusione dell'iniziativa, supporto sociale, divertimento, capacità specifiche). Da quest'analisi si è derivato il corretto marketing mix e la strategia di brand.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
L'offerta di esercizio fisico scelta era rappresentata da sessioni di ballo, esercizio in palestra con personal trainer, stretching, con valutazione del reclutamento e della partecipazione. Per richiamare l'idea di divertimento e permettere la nascita di un senso di appartenenza locale è stato scelto come nome del progetto "Fit &amp;amp; Fab", ponendo inoltre l'accento sulla facilità di accesso. (qualcosa che in italiano potrebbe Forma e Fascino). Come sede, è stato utilizzata una scuola, un ambiente familiare ai partecipanti con l'idea di aggregarli con naturalezza. L'attenzione è stata posta agli ostacoli di tipo economico, oltre a quelli psicologici e organizzativi, con l'obiettivo di diffonderne la conoscenza,  minimizzare le barriere alla partecipazione e generare un passaparola.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
La campagna proposta è risultata utile per motivare all'educazione motoria, anche grazie al supporto sociale e dell'intera comunità.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;strong&gt;J. Withall&lt;/strong&gt;, 2012. Per approfondimenti:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.biomedcentral.com/1471-2458/12/836" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt; BMC Public Health&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-02-26T18:10:34+01:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15409</id>
    <title type="text">GIOCATORI D'AZZARDO E CAMPAGNE SOCIALI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14658&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 22 febbraio 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;GIOCATORI D'AZZARDO E CAMPAGNE SOCIALI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify;"&gt;Il gioco d'azzardo è un comportamento patologico crescente nella società odierna.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;div&gt;
Il gioco d'azzardo è un comportamento patologico crescente nella società contemporanea, con pesanti risvolti socio-economici. E' importante ridurre il rischio di insorgenza delle ludopatie, far sì che vengano riconosciute come malattie e che quanti ne sono affetti  ricerchino correttamente aiuto.&lt;br /&gt;
 Nella realizzazione di campagne sociali, è necessario che gli esperti del settore tengano conto della necessità di una loro diversificazione rispetto ai diversi segmenti di popolazione target, del  ruolo dei fattori ambientali che ne possono impedire o ridurre l'efficacia e prevedano eventuali conseguenze inattese delle strategie di marketing adottate.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Queste le conclusioni di un studio qualitativo del 2012 condotto da un gruppo di ricerca australiano e pubblicato da &lt;a href="http://onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1111/(ISSN)1369-7625" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Health Expectation&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ma di interesse anche per la nostra società.  &lt;br /&gt;
 Lo studio esemplifica nel titolo una reazione tipica della campagna sociale "Se non ti va di ascoltare, basta cambiare canale". I ricercatori hanno studiato cento soggetti tutti giocatori d'azzardo, ma con atteggiamenti diversi da "non problematico" a "dipendenza", indagando come le esperienze dei partecipanti e le loro interazioni con l'attività di azzardo influenzino opinioni e reazioni alle campagne di marketing sociale. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Dalle narrazioni sono emersi tre temi chiave:&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
- Nella percezione dei partecipanti le campagne proposte erano indirizzate esclusivamente a quanti presentavano problemi gravi ed erano sbilanciati rispetto alla responsabilità sociale dei comportamenti.&lt;br /&gt;
- I messaggi positivi della comunicazione sociale non compensavano la pubblicità negativa dell'industria dell'azzardo.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
- Per alcuni il riconoscimento della propria responsabilità sociale rappresentava un ostacolo a richiedere aiuto e rinforzava la percezione dello stigma sociale.
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;strong&gt;S. L. Thomas&lt;/strong&gt;, 2012. Per approfondimenti:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=thomas%20lewis%20westberg" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Pubmed&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-02-22T11:35:06+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15388</id>
    <title type="text">SMETTERE DI FUMARE: COUNSELLING IN AIUTO</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14637&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;giovedì 21 febbraio 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;SMETTERE DI FUMARE: COUNSELLING IN AIUTO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify;"&gt;Per smettere di fumare si è dimostrato efficace il supporto psicologico oltre che farmacologico.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La combinazione dei due metodi è raccomandabile nell'esito positivo del trattamento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Per verificarne l'efficacia, un gruppo di studiosi di Oxford partendo dalle evidenze del Cochrane Tobacco Addiction Group Specialized Register ha rivisto una serie di studi per analizzare l'effetto del trattamento combinato verso un gruppo controllo che ha ricevuto soltanto consigli e supporti psicologici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 La principale misura d'esito considerata è stata l'astinenza dal fumo dopo sei mesi di follow up utilizzando anche indicatori biochimici. L'analisi ha coinvolto ventimila soggetti reclutati in ambienti sanitari o con specifici problemi di salute. Quasi tutti i soggetti erano sottoposti a terapia sostitutiva e il supporto comportamentale è stato affidato a specialisti che utilizzavano tra le quattro e le otto sessioni di colloquio: l'incontro durava in media trenta minuti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 La metanalisi dimostra che la terapia combinata ha avuto più successo nell'aiutare il soggetto a smettere di fumare piuttosto che i brevi consigli ricevuti dal gruppo di controllo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;Fonte: &lt;strong&gt;L. F. Stead&lt;/strong&gt;, 2012. Per approfondimenti:&lt;/em&gt; &lt;a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.CD008286.pub2/abstract;jsessionid=FF08E794E9FEB8474839150DEBC09561.d03t03?systemMessage=Wiley+Online+Library+will+be+disrupted+on+23+February+from+10%3A00-12%3A00+BST+%2805%3A00-07%3A00+EDT%29+for+essential+maintenance" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;The Cochrane Library&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-21T17:08:45+01:00</published>
    <updated>2013-02-21T18:14:19+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15377</id>
    <title type="text">PREVENZIONE: UN CASO DI SUCCESSO </title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14626&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 15 febbraio 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;PREVENZIONE: UN CASO DI SUCCESSO &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Un reality rafiodonico per parlare di prevenzione alla comunità ispanica degli Stati Uniti.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E' noto che per migliorare l'efficacia della prevenzione è importante un approccio collettivo. Ciò è ancor più vero quando il messaggio venga indirizzato a una comunità di lingua diversa da quella ufficiale.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E' un'impostazione che anche in Italia dobbiamo iniziare a considerare, tenendo conto della presenza di più di 5 milioni di immigrati, almeno 1 milione di lingua rumena e circa 1/2 milione di marocchini e albanesi. 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dall'Università dell'Alabama ci viene un esempio di una modalità partecipativa che vede la comunità ispanica come protagonista dell'elaborazione dei contenuti e un programma radiofonico di  info-intrattenimento come strumento di divulgazione di stili di vita sani: abolizione del fumo, attenzione alla dieta e prevenzione del diabete (una delle patologie croniche più diffuse nella popolazione di lingua spagnola).    
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Prendendo spunto da una teoria cognitiva sociale, attraverso workshop, sedute di ascolto e altri meccanismi di feedback, si sono coinvolti membri influenti della comunità ispanica nello sviluppo e valutazione di 48 episodi di un serial,  trasmesso in un contenitore radiofonico di intrattenimento.   
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Le parti interessate e quelle coinvolte hanno partecipato in modo significativo nell'ideazione, nella diffusione e nella valutazione dell'intervento. Si è raggiunto il risultato prefissato. Infatti, è stata sviluppata una trama culturalmente rilevante che affronta motivi legati alla salute e affini alla comunità.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La partecipazione è stata significativa sia nelle fasi di sviluppo, che in quelle di ascolto e di valutazione. Ciò ha consentito di ottenere il risultato sperato: la messa in onda di un reality di massimo interesse per la comunità che al suo interno diffonde i messaggi salutistici desiderati con una modalità specifica per il target prescelto.  
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;em&gt;Fonte: &lt;strong&gt;M. Frazier&lt;/strong&gt;, 2012. Per approfondimenti&lt;/em&gt;: &lt;a href="http://www.cdc.gov/pcd/issues/2012/11_0344.htm" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Centers for desease control and Prevention&lt;br /&gt;
&lt;br type="_moz" /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div class="separatore_testo"&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15387&amp;amp;stream=" width="180" height="55" alt="" style="padding-bottom: 10px; padding-right: 10px; float: left; padding-top: 12px/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; L'articolo nasce dal progetto di collaborazione  tra la &amp;lt;span style=" /&gt;Articolo nato dalla collaborazione tra la &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Fondazione Zoé&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;&lt;strong&gt;CCF - Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università di Milano, per approfondire la letteratura in materia di Comunicazione della Salute. Vedi pagina &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/15379/Collaborazioni"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(183,179,28)"&gt;Collaborazioni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-02-15T18:08:09+01:00</published>
    <updated>2013-02-18T11:41:05+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15239</id>
    <title type="text">IL LIBRO BLU DELLA FARMACIA EUROPEA</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14490&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 18 gennaio 2013&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL LIBRO BLU DELLA FARMACIA EUROPEA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Le farmacie rappresentano la più ampia rete di servizi sanitari sul territorio europeo...
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: Arial; font-size: 10pt; text-align: justify;"&gt;L'associazione farmaceutica dell'Unione Europea ha di recente pubblicato questo documento che esprime la volontà della comunità dei farmacisti europei di migliorare continuamente le loro competenze e pratiche professionali allo scopo di venire incontro sempre meglio ai bisogni dei pazienti e di contribuire ad affrontare in modo efficiente ed efficace le sfide, con cui i sistemi sanitari dei paesi europei sono chiamati a confrontarsi.&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; color:#333333"&gt;Le farmacie europee rappresentano la più ampia rete di servizi sanitari sul territorio europeo: ci sono 154.000 farmacie aperte al pubblico in europa, ogni giorno circa 23 milioni di persone entrano in una farmacia e circa il 98% dei cittadini europei può raggiungere la farmacia più vicina entro mezz'ora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Il documento sottolinea come  questa presenza capillare sul territorio, accompagnata da competenze professionali sempre aggiornate, abbia la potenzialità di produrre tutta una serie di benefici quali:&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; color:#333333"&gt;migliorare l'accesso e la sicurezza ai medicinali&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; color:#333333"&gt;migliorare l'efficacia dei trattamenti terapeutici per i pazienti&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; color:#333333"&gt;contribuire all'efficienza del sistema sanitario, anche dal punto di vista economico (viene ricordato che la spesa per i farmaci rappresenta circa il 17% della spesa pubblica). &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Numerosi sono i miglioramenti proposti. Tra essi, nel campo dell'accessibilità ai medicinali e a loro uso sicuro si propone per esempio di "&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: HelveticaNeue, sans-serif; color: rgb(65, 71, 81);"&gt;Consegnare i farmaci nelle strutture di lungodegenza e a casa dei pazienti, nonché assistere i pazienti delle nostre farmacie nella gestione dei trattamenti terapeutici più complessi, fornendo, quando possibile, servizi avanzati quale la dispensazione a dosaggio singolo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: HelveticaNeue, sans-serif; color: rgb(65, 71, 81);"&gt;". Oppure, per migliorare la salute pubblica, si propone di &lt;i&gt;"Utilizzare meglio la nostra rete di farmacie per diffondere messaggi sanitari e per gestire le situazioni di crisi sanitarie; sviluppare programmi di screening e contribuire ulteriormente alle strategie nazionali di vaccinazione"&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;
Il Libro Blu è disponibile in versione pdf scaricabile tra gli allegati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br type="_moz" /&gt;
&lt;br type="_moz" /&gt;
 

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;!--EndFragment--&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2013-01-18T22:07:31+01:00</published>
    <updated>2013-01-21T10:06:11+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15131</id>
    <title type="text">CURARE E PRENDERSI CURA </title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14383&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 14 dicembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;CURARE E PRENDERSI CURA &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Prendersi cura e non solo curare...verso le buone pratiche per un'umanizzazione delle cure.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Nel capitolo 'L'umanizzazione delle cure' a pag.35 del nostro &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/11015/Pubblicazioni" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;Manuale della Comunicazione della Salute&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, Fabrizio Turoldo sottolinea l'importanza di integrare la cura con il prendersi cura, poichè la malattia non ha solo la dimensione biologica, ma anche quella psico-sociale. Questa integrazione diventa poi fondamentale nel momento in cui la malattia diventa incurabile.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Buoni testimoni di questa integrazione sono stati i 120 progetti che hanno partecipato al premio &lt;a href="http://www.cittadinanzattiva.it/notizie/salute/politiche-sanitarie/3765-bando-andrea-alesini-2012.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Andrea Alesini 2012&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; 'Buone pratiche per l'umanizzazione delle cure' promosso dal Tribunale per i diritti del malato - Cittadinanzattiva.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I temi centrali dei migliori  progetti, di cui 3 vincitori e 10 menzionati, hanno riguardato l'accesso alle cure palliative, la gestione delle dimissioni ospedialiere, la mediazione culturale e la presa in carico.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
I primi 3 classificati sono stati nell'ordine:
&lt;/div&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;"Impatto dell'istituzione di un Nucleo Cure Palliative sull'andamento dei ricoveri ospedalieri e sulla sede del decesso di pazienti oncologici in fase di fine vita" promosso dalla Unità operativa semplice dipartimentale Nucleo Cure palliative della ULSS 5 di Vicenza;  &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;"Percorso di integrazione dimissione interaziendale strutture di degenza" promosso dalla struttura di Risk management Azienda Ospedali Riuniti di Ancona; &lt;/li&gt;

&lt;li&gt;"Dimissioni Protette: lo SNODO" promosso dal Distretto socio-sanitario 1 sud est di Vigonza, Ulss 15 di Padova.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dettagli sui contenuti dei progetti primi classificati e sui dieci che hanno ricevuto una menzione sono consultabili nel sito di &lt;a href="http:// www.cittadinanzattiva.it/progetti-e-campagne/salute/altro/3799-buone-pratiche-in-sanita-2012.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28);"&gt;&lt;strong&gt;Cittadinanzattiva&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-12-14T16:34:47+01:00</published>
    <updated>2012-12-14T17:00:48+01:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15120</id>
    <title type="text">MOSTRA FOTOGRAFICA &lt;/br&gt; RELAZIONI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14372&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 4 dicembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;MOSTRA FOTOGRAFICA &lt;/br&gt; RELAZIONI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Inaugurata sabato 1 dicembre la mostra RELAZIONI, potete visitarla fino al 21 dicembre.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Mostra fotografica dei circoli della provincia di Vicenza&lt;br /&gt;
 Fondazione Zoé, Corso Palladio 36 - 36100 Vicenza&lt;br /&gt;
 Dall'1 al 21 dicembre 2012 - da lunedì a venerdì 10-13 / 15-18
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
 Società, comunità, migrazione, fobia, convivenza, famiglia, lavoro, gruppo, team, causa, effetto, chimica, lingua, network, politica, economia, religione, scuola, odio, amore, affetto, amicizia, armonia.&lt;br /&gt;
&lt;br type="_moz" /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Queste le parole che ci aiutano a meglio focalizzare lo sguardo sul concetto di RELAZIONI proposto come tema del 2° Concorso Fotografico Internazionale Fondazione Zoé, organizzato con il Circolo Fotografico Vicenza e il Fotoclub Il Punto Focale BFI il cui termine di accettazione delle opere è fissato per il giorno &lt;strong&gt;6 maggio 2013&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 A cogliere la sfida ci hanno pensato i circoli della provincia di Vicenza, chiamati a relazionarsi tra loro per confrontarsi sul tema delle RELAZIONI e tradurlo in immagini attraverso la mostra fotografica realizzata da:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Circolo Fotografico 50mm Vicenza
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Circolo Fotografico Vicenza
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Amici della Fotografia Pove del Grappa
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Fotoricerca Valdagno
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Immagine Centrale di Rosà
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Fotoclub Il Campanile Noventa Vicentina
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Circolo Fotografico Città di Thiene
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ezzelino Fotoclub Romano d'Ezzelino&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Ecco un'immagine dell'allestimento (photo by Antonio Cunico):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  &lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15122&amp;amp;stream=" width="500" height="321" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-12-04T12:30:47+01:00</published>
    <updated>2012-12-04T16:37:00+01:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15111</id>
    <title type="text">RELAZIONI &lt;/br&gt; Dalla Fotografia alla Società</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14363&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 21 novembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;RELAZIONI &lt;/br&gt; Dalla Fotografia alla Società&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Sabato 1 dicembre alle ore 17.30, Zoé riflette con il fotografo Manfroi e con Mons. Dal Ferro.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Sabato 1 dicembre alle ore 17.30, Zoé riflette con il fotografo Manfredo Manfroi e con il direttore dell'Istituto culturale di Scienze Sociali "N. Rezzara" Mons. Dal Ferro sul tema &lt;strong&gt;"Relazioni - Dalla Fotografia alla Società"&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;strong&gt;Manfredo Manfroi&lt;/strong&gt; - E' l'attuale presidente del Circolo Fotografico la Gondola di Venezia,  fondato nel 1948 da Paolo Monti, Gino Bolognini, Luciano Scattola e Alfredo Bresciani,e che ha avuto fra i suoi soci nomi che hanno fatto la storia della fotografia come Fulvio Roiter, Bepi Bruno, Gianni Berengo Gardin, Elio Ciol, Bruno Rosso, Toni Del Tin.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
La Gondola gestisce un archivio fotografico che  vanta oltre tredicimila stampe "vintage" comprendenti i più bei nomi della fotografia italiana dal dopoguerra ai giorni nostri.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;strong&gt;Mons. Giovanni Dal Ferro&lt;/strong&gt; - E' presidente dell'università adulti-anziani di Vicenza e della Federazione italiana fra le università della terza età nonché  direttore dell'Istituto culturale di scienze sociali Nicolò Rezzara L'università degli anziani di Vicenza è nata nel 1981 ed è conosciuta in tutta Italia, essendo dal 1985 sede legale della Federazione italiana fra le università della terza età. Il progetto si propone di aiutare le persone adulte a vivere serenamente con se stesse e con gli altri e a sentirsi a pieno titolo soggetti della società.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 L'incontro inaugura la mostra fotografica &lt;strong&gt;RELAZIONI&lt;/strong&gt; realizzata da:&lt;br /&gt;
 Circolo Fotografico 50mm Vicenza, Circolo Fotografico Vicenza, Amici della Fotografia Pove del Grappa, Fotoricerca Valdagno, Immagine Centrale di Rosà, Fotoclub Il Campanile Noventa Vicentina, Circolo Fotografico Città di Thiene, Fotoclub Il Punto Focale Vicenza.
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 La mostra, allestita negli spazi della Fondazione Zoé, in corso Palladio 36 a Vicenza, è a ingresso libero e  rimarrà aperta fino al 21 dicembre dal lunedì al venerdì nei seguenti orari: 10/13 - 15/18. &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 A seguire...&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;strong&gt;Presentazione del 2° Concorso Fotografico Internazionale Fondazione Zoé "Relazioni - Relationships"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=15112&amp;amp;stream=" width="500" height="235" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br type="_moz" /&gt;
&lt;/strong&gt; &lt;br type="_moz" /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-11-26T10:02:11+01:00</published>
    <updated>2012-11-26T10:13:39+01:00</updated>
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    <title type="text">IL RESPIRO DELLA LUCE &lt;/br&gt; Prolungato al 16 dicembre</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14358&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 13 novembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO DELLA LUCE &lt;/br&gt; Prolungato al 16 dicembre&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
 &lt;span style="text-align: justify; "&gt;Il successo di pubblico e di critica sono tali da "imporre" a Zoé il prolungamento della mostra.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Il successo di pubblico e di critica sono tali da "imporre" alla Fondazione Zoé il prolungamento dell'apertura della mostra "&lt;strong&gt;Il Respiro della Luce - Targetti Light Art Collection&lt;/strong&gt;" allestita allo spazio Zoé Art Lab di corso Palladio 36 ed inaugurata lo scorso 11 ottobre dal critico Vittorio Sgarbi e dello storico dell'arte Tomaso Montanari, &lt;u&gt;&lt;strong&gt;fino a domenica 16 dicembre seppur limitatamente ai finesettimana (ven-dom, orario 10-13, 15-20). &lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
La mostra racconta un pezzo di storia della Light Art contemporanea mettendo a confronto alcuni grandi maestri del genere - tra cui l'austriaca Brigitte Kowanz, il tedesco Werner Klotz, l'italiano Fabrizio Corneli e il polacco Krzysztof Bednarky - con i giovani artisti vincitori delle prime sei edizioni del Premio Targetti Light Art, una competizione internazionale alla quale hanno preso parte oltre 3000 nuovi talenti, selezionati e premiati da una giuria composta da direttori di musei, giornalisti, critici, curatori e collezionisti. Alcune delle opere in mostra vengono esposte per la prima volta in assoluto.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Zoé in partnership con la Fondazione Targetti, proprietaria di una delle più importanti raccolte dedicate alla Light Art al mondo, prosegue così il suo viaggio attraverso un linguaggio, quello artistico, alternativo nel racconto della "salute". Dopo "Respiro(Breath)" con artisti vari e "Le Torri dell'aria" di Michele De Lucchi, nasce nel 2012 "IL RESPIRO DELLA LUCE", a cura di Consuelo de Gara, che presenta una selezione di  opere della Targetti Light Art Collection, protagonista di oltre trenta mostre in musei e gallerie d'arte di tutto il mondo - tra cui il MAK di Vienna, il MUAR di Mosca, il CHELSEA ART MUSEUM di New York, il Centre for Contemporary Art Ujazdowski di Varsavia - e in contesti artistici di eccellenza come la Cripta di Santa Croce a Firenze e la Sainte Chapelle di Parigi. &lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;strong&gt;Fino a domenica 18 novembre, mart-dom 10-13, 15-18 (sab e dom 15-20)&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;strong&gt;Fino a domenica 16 dicembre, ven-dom 10-13, 15-20&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Ingresso libero. Per ogni ulteriore informazione: Fondazione Zoé - 0444 325064 e info@fondazionezoe.it
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-11-13T10:52:45+01:00</published>
    <updated>2012-11-13T10:58:19+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15104</id>
    <title type="text">HEALTH LITERACY &lt;/br&gt; INFO SULLA SALUTE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14356&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;lunedì 12 novembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;HEALTH LITERACY &lt;/br&gt; INFO SULLA SALUTE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Ottobre è stato il mese dedicato alla 'Health Literacy'. Cosa si intende con questo termine?
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Sinteticamente, per 'Health Literacy' si intende la capacità di comprendere e utilizzare informazioni elementari sulla salute. Tale capacità richiede una serie di competenze quali l'abilità di leggere e comprendere testi scritti, di usare bene informazioni quantititative e di sapere comunicare e ascoltare in modo efficace.  &lt;br /&gt;
 Esempi di basso livello di 'Health Literacy' sono la difficoltà a trovare accurate informazioni sulla salute, difficoltà a trovare i servizi sulla salute, non comprendere correttamente la diagnosi o non seguire le istruzioni posologiche per l'assunzione di medicine.                        
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Un basso livello di 'Health Literacy', che si riscontra più frequentemente negli anziani o nelle persone socio-economicamente svantaggiate o con bassa scolarità o in coloro che non parlano o comprendono correttamente la lingua del paese in cui vivono, è un grande problema di salute pubblica.&lt;br /&gt;
 Alcune analisi sistematiche della relazione di un basso livello  di 'Health Literacy' e conseguenze sulla salute hanno evidenziato una maggiore incidenza di malattie croniche, ridotta capacità di cogliere segnali premonitori di malattie, un utilizzo insufficiente dei servizi preventivi, frequenti ospedalizzazioni con conseguenti maggiori costi per il sistema sanitario. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Sono stati studiati numerosi interventi per mitigare gli effetti di una scarsa 'Health Literacy' e alcuni hanno dato risultati positivi nel migliorare la salute dei pazienti e l'utilizzo dei servizi sanitari. Per lo più queste iniziative hanno cercato di rendere le informazioni sulla salute maggiormente fruibili dai pazienti (documenti scritti con una prosa più semplice e più facile da leggere rispetto ai documenti standard, uso di figure, videocassette o CD-ROM sviluppati specificatamente).&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Un basso livello di 'Health Literacy' rende il lavoro del medico più difficile. Il primo passo importante da parte del medico è quello di capire il livello di 'Health Literacy' del proprio paziente, in modo da adottare poi comportamenti e tecniche di comunicazione favorenti la mutua comprensione. 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-11-12T17:40:52+01:00</published>
    <updated>2012-11-12T18:18:15+01:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15092</id>
    <title type="text">"I VIRUS NON ASPETTANO" &lt;/br&gt; IL LIBRO DI ILARIA CAPUA</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14344&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;lunedì 12 novembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;"I VIRUS NON ASPETTANO" &lt;/br&gt; IL LIBRO DI ILARIA CAPUA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;div style="display: inline !important; "&gt;
Martedì 11 dicembre alle 17.30 Zoé ospita Ilaria Capua per la presentazione del suo libro.  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="display: inline !important; text-align: justify; "&gt;
&lt;a id="fck_paste_padding"&gt;Martedì 11 dicembre 2012 alle ore 17.30 Zoé ospita Ilaria Capua c&lt;span style="text-align: justify; "&gt;he presenterà il suo libro&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong style="text-align: justify; "&gt;&lt;a href="http://www.marsilioeditori.it/component/marsilio/libro/3171295-i-virus-non-aspettano" target="_blank"&gt;"I virus non aspettano, Avventure, disavventure e riflessioni  di una ricercatrice globetrotter"&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="text-align: justify; color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; 

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;a id="fck_paste_padding"&gt;Nel 2011, per la prima volta nella sua storia, il Comitato mondiale del Premio "Penn Vet World Leadership Award", il riconoscimento più prestigioso, una sorta di Premio Nobel, nel campo della medicina veterinaria, ha deciso di conferirlo ad una donna, la dottoressa Ilaria Capua. &lt;/a&gt; 

&lt;div style="display: inline !important"&gt;
Istituito nel 2007 dalla facoltà di Medicina Veterinaria della University of Pennsylvania, il premio viene conferito esclusivamente a chi "abbia cambiato radicalmente la pratica e l'immagine della professione e influenzato in maniera sostanziale la vita e la carriera di altri, ovunque nel mondo". 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Ilaria Capua, laureata in Medicina Veterinaria all'Università di Perugia, dirige il Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. In campo scientifico ha dato un apporto fondamentale allo studio dei virus influenzali, e nel  

&lt;div style="display: inline !important"&gt;
2000 ha sviluppato "diva", la prima strategia di vaccinazione contro l'influenza aviaria, raccomandata oggi da organizzazioni internazionali come Oie, Fao e l'Unione Europea. La sua fama internazionale deriva soprattutto dalla battaglia che ha portato avanti nel 2006 - quando ha deciso di sfidare il sistema depositando la sequenza genetica del primo ceppo africano di influenza h5n1 in un database "open access" anziché in uno ad accesso limitato - in favore della trasparenza dei dati genetici dei 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="display: inline !important"&gt;
virus influenzali per una ricerca più efficiente. 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="display: inline !important"&gt;
Le sue scoperte e il suo coraggio nell'opporsi al modus operandi e alle consuetudini legate all'Organizzazione Mondiale della Sanità sul deposito delle sequenze genetiche di ceppi altamente patogeni di influenza aviaria hanno fatto sì che i membri del Comitato la premiassero per la sua lungimiranza nella ricerca condivisa e per il suo impegno a favore del progresso scientifico. 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Con molta sincerità e una buona dose di ironia nel suo libro "I virus non aspettano", l'autrice racconta che il mestiere del ricercatore non è solo microscopi, stanzette buie e libri, ma può rivelarsi un'avventura intensa ed esaltante. Ne emerge il ritratto a tutto tondo di una donna al tempo stesso normale e straordinaria, che fra una ricerca e un viaggio intercontinentale trova il tempo per riflettere, imparare e sorridere, senza trascurare il tempo per la famiglia, perchè,come scrive la Capua, se le capiacità ci sono, "bisogna osare di immaginare di vincere il Nobel, di essere in grado di individuare nuovi orizzonti".
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-11-12T16:52:00+01:00</published>
    <updated>2012-11-12T17:16:00+01:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14940</id>
    <title type="text">IL RESPIRO &lt;/br&gt; Percorso Salute</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14194&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;lunedì 8 ottobre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO &lt;/br&gt; Percorso Salute&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify; "&gt;Dal 2008 benessere e salute contraddistinguono la rassegna autunnale di Zoé. &lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
La salute delle persone, il valore della conoscenza e la sensibilizzazione a questi temi, accompagnati ad una più attenta comunicazione dei contenuti, sono del resto elementi costitutivi della filosofia d'impresa della stessa Fondazione.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Quest'anno il tema della salute è stato declinato nei seguenti appuntamenti:&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-voce/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLA VOCE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 I neuroni della lettura - ore 18.00 Fondazione Zoé
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-del-movimento/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DEL MOVIMENTO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 PIlates per tutti, per musicisti, per sportivi e per le neo-mamme in 4 appuntamenti diversi
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-delle-mamme/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLE MAMME&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Il massaggio infantile: come, quando e perchè - ore 15.30 Fondazione Zoé
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-nascita/"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;IL RESPIRO DELLA NASCITA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 L'allattamento materno (doppio appuntamento)
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-paura/"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;IL RESPIRO DELLA PAURA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 La gestione dell'ansia nel paziente odontoiatrico. Dal bambino all'adulto - ore 10 Fondazione Zoé
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-speranza/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLA SPERANZA&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; Diario per vivere ancora con Luisa Morandini - ore 20.45 Palazzo Opere Sociali
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-10-07T13:31:31+02:00</published>
    <updated>2012-11-06T11:28:55+01:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/15009</id>
    <title type="text">VIVERE SANI, VIVERE BENE &lt;/br&gt; Tutto d'un fiato</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14261&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;lunedì 5 novembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;VIVERE SANI, VIVERE BENE &lt;/br&gt; Tutto d'un fiato&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Otto giorni di manifestazione, 28 appuntamenti con oltre 40 ospiti... ecco a voi l'edizione 2012.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Si è chiusa con grande successo di pubblico la quarta edizione di &lt;strong&gt;VIVERE SANI, VIVERE BENE&lt;/strong&gt; che ha concluso quest'anno il suo viaggio alla scoperta del Respiro animando, dal 7 al 14 ottobre scorsi, il centro storico di Vicenza con una ricchissima programmazione di incontri, convegni, spettacoli, concerti e dibattiti.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Otto giorni di manifestazione, 28 appuntamenti con oltre 40 ospiti, per promuovere e diffondere una nuova cultura della salute e del benessere, che hanno toccato quest'anno temi fondamentali legati alla salute delle mamme e dei loro bambini - quali l'allattamento materno e il massaggio infantile - ma che hanno affrontato anche importanti, quanto delicati, temi di attualità, mettendo a disposizione del pubblico le voci e le esperienze di alcuni tra i più autorevoli esperti e importanti rappresentanti dell'attuale dibattito pubblico in Italia.  
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Tra gli incontri più apprezzati e partecipati - in termini numerici senz'altro, ma anche di confronto e coinvolgimento - sono da annoverarsi quelli legati al ciclo &lt;strong&gt;Società&lt;/strong&gt; che hanno registrato, insieme agli appuntamenti culturali, le maggiori presenze, ma anche una nuova e ampia partecipazione di un pubblico giovane, a testimonianza di come le tematiche proposte dalla rassegna siano risultate essere attuali e interessanti per un pubblico di diverse fasce di età. Tra i protagonisti saliti sul palco per parlare di benessere sociale, etica, legalità, impegno civile, lavoro, per analizzare la difficile situazione che stiamo vivendo ma anche per interrogarsi insieme al pubblico sullle possibili prospettive per il nostro futuro, ricordiamo &lt;strong&gt;Pietro Ichino&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Oscar Giannino&lt;/strong&gt; - il loro incontro dedicato al complesso e sentito tema del lavoro ha riscosso, in particolare, grande interesse presso imprenditori e commercianti, ampiamente rappresentati nel nutrito pubblico in platea - &lt;strong&gt;Umberto Galimberti, Carmelo Vigna, Nando Dalla Chiesa, Armando Spataro, o, ancora, Umberto Ambrosoli, Silvia Giralucci, Don Ciotti e Gherardo Colombo&lt;/strong&gt;.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Molto seguiti sono stati, inoltre, gli appuntamenti dedicati alla &lt;strong&gt;Cultura&lt;/strong&gt;. Il concerto inaugurale del quartetto d'eccezione &lt;strong&gt;Stockhausen-Trovesi-Bressan-Tasca&lt;/strong&gt; e quello di chiusura con improvvisazioni e rivisitazioni in chiave contemporanea di grandi autori classici, fra cui Mozart, Gabrieli, Vivaldi, dell'Orchestra di Fiati della Provincia di Vicenza hanno incantato il numeroso pubblico presente in sala con sonorità inattese e originali, mentre &lt;strong&gt;Angela Terzani&lt;/strong&gt; e l'incontro-confronto tra &lt;strong&gt;Sgarbi e Montanari&lt;/strong&gt; che ha aperto la mostra Il Respiro delle Luce - TARGETTI LIGHT ART COLLECTION hanno registrato il tutto esaurito nel giro di poche ore.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Tra le numerose novità di quest'anno la &lt;strong&gt;Biblioteca del Respiro&lt;/strong&gt; - un progetto voluto dalla Fondazione in collaborazione con le librerie di Vicenza per la realizzazione di una bibliografia di approfondimento su ospiti e temi della rassegna - ma anche il sito &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;www.viveresaniviverebene.it&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, ideato per fornire un'informazione più dettagliata e sempre aggiornata sul programma della manifestazione ma anche per dare la possibilità a tutti di scoprire - e riscoprire - i volti, i luoghi e le idee che hanno segnato l'edizione appena conclusa. Grande attenzione, infine, anche per l'offerta social di VIVERE SANI, VIVERE BENE - sbarcata quest'anno su &lt;a href="http://www.facebook.com/VivereSaniVivereBene2012?ref=hl" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;Facebook&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://twitter.com/Fondazione_Zoe" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;Twitter&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/fondazionezoe/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;Flickr&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - che ha animato, nel corso della settimana, anche il dibattito on line proponendo un punto di vista "diverso", spunti, riflessioni, ma anche contenuti inediti, sui temi affrontati negli incontri.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Invitiamo quanti non lo avvessero ancora fatto a visitare la mostra &lt;strong&gt;Targetti Light Art Collection&lt;/strong&gt; che rimarrà aperta al pubblico dal martedì alla domenica fino al 18 novembre. Vi aspettiamo!
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-11-05T12:30:19+01:00</published>
    <updated>2012-11-05T12:34:45+01:00</updated>
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    <title type="text">PIETRO ICHINO &lt;/br&gt; Slides dell'intervento</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14196&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 12 ottobre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;PIETRO ICHINO &lt;/br&gt; Slides dell'intervento&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
A grande richiesta, le slides utilizzate nell'incontro "Il respiro del Lavoro" da Ichino.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Sala piena ieri pomeriggio per l'intervento organizzato da Zoé dal titolo IL RESPIRO DEL LAVORO. DIRITTO O CONQUISTA? COSTO O RISORSA?
&lt;/div&gt;
&lt;span style="text-align: justify; "&gt;Un dialogo tra il giuslavorista Pietro Ichino e il giornalista Oscar Giannino che ha convinto gli spettatori che, sempre più numerosi ci chiedono di poter avere le slides dell'intervento di Ichino.&lt;/span&gt;&lt;br style="text-align: justify; " /&gt;
 &lt;span style="text-align: justify; "&gt;Ricordiamo che l'evento è stato registrato da Telechiara e andrà in onda in differita martedì 9 ottobre alle ore 21.&lt;/span&gt;&lt;br style="text-align: justify; " /&gt;
 

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;img src="/ProxyVFS.axd?snode=14943&amp;amp;stream=" width="500" height="332" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;
&lt;br type="_moz" /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-10-09T13:19:19+02:00</published>
    <updated>2012-11-05T12:32:32+01:00</updated>
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    <title type="text">IL RESPIRO DELLA LUCE Targetti Light Art Collection</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14080&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 25 luglio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO DELLA LUCE Targetti Light Art Collection&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Zoé torna a parlare di arte contemporanea con la mostra Targetti Light Art Collection. 
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
All'interno della rassegna &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/14655/Vivere-sani-Vivere-bene-2012"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;"Vivere sani, Vivere bene"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; si rinnova l'appuntamento con le eccellenze dell'arte contemporanea grazie alla mostra "IL RESPIRO DELLA LUCE - TARGETTI LIGHT ART COLLECTION", che inaugurerà giovedì 11 ottobre e rimarrà aperta al pubblico fino al 18 novembre.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Dopo "Respiro(Breath)" - la mostra realizzata nel 2010 con opere, tra gli altri, di Arienti, Bester, Defraoui, Jaar, Mullican, Rauschenberg, Steir, Acconci, Chhachhi, Masbedo, Navridis e Rahimi - e "Le Torri dell'aria" a cura dell'architetto e designer Michele De Lucchi - inaugurata in occasione della scorsa edizione di "Vivere sani, Vivere bene" - quest'anno è dedicato alla riflessione sulla luce artificiale e sul suo straordinario potere di incidere sulla nostra percezione delle cose.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
L'esposizione, a cura di Consuelo de Gara, presenta una selezione di 20 opere della &lt;a href="http://www.targetti.it/Fondazione%20Targetti/TLAC" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;Targetti Light Art Collection&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, oggi una delle più importanti raccolte dedicate alla Light Art, protagonista di oltre trenta mostre in musei e gallerie d'arte di tutto il mondo - tra cui il MAK di Vienna, il MUAR di Mosca, il CHELSEA ART MUSEUM di New York, il Centre for Contemporary Art Ujazdowski di Varsavia - e in contesti artistici di eccellenza come la Cripta di Santa Croce a Firenze e la Sainte Chapelle di Parigi. 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
La mostra racconta un pezzo di storia della Light Art contemporanea mettendo a confronto alcuni grandi maestri del genere - tra cui l'austriaca Brigitte Kowanz, il tedesco Werner Klotz, l'italiano Fabrizio Corneli e il polacco Krzysztof Bednarky - con i giovani artisti vincitori delle prime sei edizioni del Premio Targetti Light Art, una competizione internazionale alla quale hanno preso parte oltre 3000 nuovi talenti, selezionati e premiati da una giuria composta da direttori di musei, giornalisti, critici, curatori e collezionisti. Alcune delle opere in mostra vengono esposte per la prima volta in assoluto.   
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;strong&gt;Info:&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Fondazione Zoé
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Corso A. Palladio, 36
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
t. +39 0444 325064
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
info@fondazionezoe.it
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
www.fondazionezoe.it
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Fondazione Targetti
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Villa La Sfacciata
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Via Volterrana 82, Firenze
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
t. 055 3791229
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
press@targetti.it
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
www.targetti.it
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Ufficio stampa
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Francesca Zanardo
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
c. +39 328 4780660
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
t./fax +39 0429 696333
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
zanardo@glass-studio.it
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
ufficiostampa@glass-studio.it
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-07-25T18:28:38+02:00</published>
    <updated>2012-11-05T11:01:08+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14938</id>
    <title type="text">IL RESPIRO &lt;/br&gt; Percorso Società</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14192&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 9 ottobre 2012 - domenica 4 novembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO &lt;/br&gt; Percorso Società&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Lavoro, Regole, Etica, Legalità e Futuro: 5 incontri di alto livello a Vicenza.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div&gt;
Dal 7 al 14 ottobre i grandi nomi del dibattito politico e culturale italiano si danno appuntamento nel capoluogo berico per confrontarsi col territorio e i suoi protagonisti sui temi ancora aperti che riguardano la società.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Lavoro, Regole, Etica, Legalità e Futuro: cinque parole chiave di questo difficile presente, cinque parole con cui anche ogni imprenditore vicentino, piccolo o grande che sia, si trova a confrontarsi ormai quotidianamente. Su questi cinque attualissimi concetti abbiamo costruito il nucleo centrale della nostra proposta culturale di quest'anno in "Vivere Sani Vivere Bene". 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Ne sono nati cinque appuntamenti di altissimo profilo riuniti nel percorso "Il Respiro della Società" e che, tra il 7 e il 14 ottobre, porteranno a Vicenza, Pietro Ichino e Oscar Giannino, Umberto Galimberti e Carmelo Vigna, Nando Dalla Chiesa e Armando Spataro, Umberto Ambrosoli, Gherardo Colombo e Silvia Giralucci.  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 Ecco i 5 appuntamenti attraverso cui respirare la società in questa 4° edizione:&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-del-lavoro/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DEL LAVORO &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Diritto o conquista, costo o risorsa? Con Pietro Ichino e Oscar Giannino  - ore 18.00 Cinema Odeon
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-vita/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLA VITA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Dialogo tra Etica e Tecnica con Umberto Galimberti e Carmelo Vigna - ore 18.00 Palazzo delle Opere Sociali
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-legalita/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLA LEGALITA' &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Conversazione con Nando Dalla Chiesa e Armando Spataro  - ore 20.45 Palazzo delle Opere Sociali
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-del-domani/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DEL DOMANI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Vale ancora la pena investire sugli altri?  Paolo Possamai intervista Umberto Ambrosoli e Silvia Giralucci - ore 18.00 Biblioteca Bertoliana
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-delle-regole/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLE REGOLE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
 Dialogo tra gli studenti del Vicentino e Gherardo Colombo - ore 14.30 Palazzo delle Opere Sociali
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-10-07T12:48:06+02:00</published>
    <updated>2012-11-05T09:44:47+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14939</id>
    <title type="text">IL RESPIRO &lt;/br&gt; Percorso Cultura </title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14193&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;lunedì 8 ottobre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO &lt;/br&gt; Percorso Cultura &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify; "&gt;Musica, teatro, arte contemporanea, cinema, sport e letteratura per interpretare il respiro. &lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Sicuramente il &lt;strong&gt;Percorso Cultura&lt;/strong&gt; è il modo più versatile di vivere la rassegna &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;Vivere Sani Vivere Bene 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
 Musica, teatro, arte contemporanea, cinema, sport e letteratura sono i linguaggi scelti per interpretare il respiro.&lt;br /&gt;
 Non mancano incontri fortemente educativi che, oltre a promuovere cultura, cercheranno di costruirla assieme ai partecipanti: è il caso di don Luigi Ciotti, di don Luigi Tellatin e di Mario Polito che incontreranno gli studenti per parlare di giustizia, di emozioni, di futuro, è il caso dell'incontro con Angela Terzani che racconterà il ruolo della curiosità nella vita del marito, è il caso di Demetrio Albertini che ricorderà i tempi di uno sport meno spietato e più rispettoso del corpo e del respiro. Tra le proposte spiccano, per imprevedibilità e originalità, l'appuntamento con il concerto inaugurale de Il Respiro delle Note, con "l'improvvisatore" Stokhausen, il jazzista Trovesi, il "classico" Bressan e l'eclettico Tasca.
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 Ecco tutti gli appuntamento del Percorso Cultura:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-delle-note/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLE NOTE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Concerto con Markus Stockhausen, Saverio Tasca, Andrea Bressan e Gianluigi Trovesi - ore 20.45 Teatro Astra&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-del-bambino/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DEL BAMBINO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Philosophy for Children - ore 17.00 Teatro Bixio&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-nello-sport/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO NELLO SPORT&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Demetrio Albertini incontra gli studenti del Vicentino - ore 9.00 Palasport&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-giustizia-in-collaborazione-con-listituto-fogazzaro-di-vicenza/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLA GIUSTIZIA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Don Luigi Tellatin incontra gli studenti del "Fogazzaro" di Vicenza - ore 9.00 Cinema Odeon&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-dellanima-in-collaborazione-con-listituto-fogazzaro-di-vicenza/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELL'ANIMA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Mario Polito incontra gli studenti del "Fogazzaro" di Vicenza - ore 9.00 Teatro Astra&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-dellarte/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELL'ARTE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Conversazione con Tomaso Montanari e Vittorio Sgarbi - ore 18.00 Zoé Art Lab&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-luce/"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;IL RESPIRO DELLA LUCE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Targetti Light Art Collection - fino al 18 novembre 2012 presso Zoé Art Lab&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-del-futuro-in-collaborazione-con-listituto-fogazzaro-di-vicenza/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DEL FUTURO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Don Luigi Ciotti incontra gli studenti "Fogazzaro" - ore 9.00 Palasport&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-nel-cinema/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO NEL CINEMA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
 Dall' 8mm al Blob - ore 20.45 Cinema Odeon&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-curiosita/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLA CURIOSITA'&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Tiziano Terzani raccontato dalla moglie Angela - ore 18.00 Fondazione Zoé&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-scienza/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLA SCIENZA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Children Zone: divertirsi sperimentando - dalle 10.00 alle 18.00 Giardino del Teatro Astra&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-delle-favole/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;IL RESPIRO DELLE FAVOLE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Teleracconto: "Cappuccetto Rosso" e "Re Mida" - ore 15.00 (replica ore 17.00) Teatro Astra&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/2012/edizione-2012/il-respiro-della-musica/"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;IL RESPIRO DELLA MUSICA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 Concerto dell'Orchestra di Fiati della Provincia di Vicenza - ore 20.45 Teatro Astra
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-10-07T13:16:34+02:00</published>
    <updated>2012-10-07T13:40:23+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14937</id>
    <title type="text">IL RESPIRO DELLE NOTE &lt;/br&gt; Debutto in musica</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14191&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;domenica 7 ottobre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO DELLE NOTE &lt;/br&gt; Debutto in musica&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Ispirazione, creatività e improvvisazione con Stockhausen, Trovesi, Tasca e Bressan.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
La musica è uno specchio della società degli uomini: i mutamenti filosofici, culturali, estetici, le tensioni e i conflitti sociali come pure i periodi di benessere economico hanno influito sullo sviluppo e l'evoluzione della musica, che ha assorbito stimoli e voci della propria epoca.&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
La multiculturalità e la frammentazione sono aspetti fondamentali della nostra società, dove la globalizzazione ha generato momenti di incontro e condivisione ma anche di inevitabile scontro e rottura fra le diverse culture.&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
La musica dei nostri tempi diventa quindi spesso una zona franca, in cui il ritrovarsi sempre più frequente fra artisti di diversa formazione e tradizione creano un mix di stili e generi  dove sono fondamentali l'apertura e  il confronto, la curiosità e il desiderio di creare un linguaggio nuovo che comprenda e inglobi tutti gli "input" che ci circondano.&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Il respiro di tre straordinari musicisti a fiato (Markus Stockhausen, Gianluigi Trovesi, Andrea Bressan), con l'aiuto del raffinato vibrafonista Saverio Tasca, è l'elemento vitale e allo stesso tempo magico che consente un percorso variegato di linguaggi e stili. Attraverso il respiro che diventa suono, si avrà la possibilità di partecipare ad un concerto dove la libertà espressiva e l'attenzione a culture musicali differenti,  a linguaggi diversi, a molteplici mondi sonori saranno le chiavi per capire che "aria tira" nel mondo della musica di oggi e di sentire suoni  e cogliere atmosfere che  sono riflesso e  specchio della nostra contemporaneità.&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Nella serata si alternano brani e composizioni scritti appositamente per l'evento e momenti di "musica intuitiva", un modo "fare musica" in cui l'intuizione è centrale e  dove l'obiettivo è di far scorrere liberamente la propria espressività e di produrre una musica in grado di tener conto dello spazio acustico e qualitativo, della qualità e della disposizione (d'animo) dei musicisti, del pubblico presente e dell'istantanea ispirazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concerto si terrà domenica 7 ottobre alle ore 20.45 al Teatro Astra di Vicenza e aprirà la rassegna "&lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;Vivere sani, Vivere bene&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;".
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-10-07T12:31:00+02:00</published>
    <updated>2012-10-07T12:31:00+02:00</updated>
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    <title type="text">MAURIZIO SACCONI &lt;/br&gt; Quale welfare per il lavoro?</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14152&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 21 settembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;MAURIZIO SACCONI &lt;/br&gt; Quale welfare per il lavoro?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Ne parliamo venerdì 28 settembre alle ore 18 con il senatore Maurizio Sacconi.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Ci eravamo lasciati a giugno, sulle parole fiduciose del senatore Tiziano Treu che, in risposta alla preoccupazione diffusa per la crisi occupazionale che grava sempre più pesantemente sui giovani, proponeva un investimento sull'apprendistato, sulla formazione e sull'integrazione tra scuola e lavoro. Da allora la situazione non è migliorata e quello del lavoro rimane uno dei principali problemi dei nostri giorni. &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
Torneremo a parlarne &lt;strong&gt;venerdì 28 settembre&lt;/strong&gt; alle ore 18 con il senatore &lt;strong&gt;Maurizio Sacconi,&lt;/strong&gt; ex Ministro del Lavoro e membro della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato, il Presidente di Confindustria Vicenza, Giuseppe Zigliotto, il Segretario generale della Cgil di Vicenza, Marina Bergamin e il Direttore delle Risorse Umane di Marzotto Spa, Luca Vignaga.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Coordinato da Luca Romano, Direttore di LAN, "Quale welfare per il lavoro?" è il secondo appuntamento di un ciclo di conferenze propedeutiche all'approfondimento di temi sociali di forte attualità che ci condurranno nel corso di "&lt;a href="http://www.viveresaniviverebene.it/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;Vivere sani, Vivere bene&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;", la seconda settimana di ottobre.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-09-21T19:45:36+02:00</published>
    <updated>2012-09-21T19:48:28+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14881</id>
    <title type="text">IL RESPIRO DELLA CURIOSITA' &lt;/br&gt; Terzani raccontato da Angela</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14139&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 7 settembre 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO DELLA CURIOSITA' &lt;/br&gt; Terzani raccontato da Angela&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify; "&gt;Difficile dire se Tiziano Terzani fosse più noto al pubblico da vivo o lo sia diventato da morto.&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Giornalista e scrittore punto di riferimento di un'intera generazione di inviati, dopo la scomparsa nel 2004 si è trasformato in icona, simbolo di un modo di intendere la propria professione che va oltre l'approfondimento, che non si ferma alla prima verità ma nemmeno alla seconda o alla terza, con l'ultima che puntualmente smentisce la precedente. Una spinta incontrollabile verso la confutazione, quasi maniacale, che era figlia di una caratteristica profonda di Terzani: la curiosità. Il desiderio di capirci di più anche quando il risultato può sgretolare le conclamate convinzioni del cronista stesso.&lt;br /&gt;
 E' di questo tratto caratteriale poco analizzato dai "terzanisti" che ci parlerà la moglie Angela assieme ad Àlen Loreti, giovane biografo dello scrittore ed autore di una riuscita collana per Meridiani di Mondadori.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
La curiosità come motore non solo del progresso attraverso l'innovazione, la ricerca tecnologica, le scoperte scientifiche, ma anche della verità, soprattutto quando è scomoda, anche quando smentisce le proprie tesi. Angela Terzani racconterà come l'animo curioso del marito abbia influenzato il matrimonio, le scelte professionali e familiari con i figli Saskia e Folco, le drastiche decisioni prese dopo la scoperta del tumore, mettendo in luce con aneddoti e racconti un aspetto poco analizzato della vita dello scrittore.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
L'incontro pubblico con Angela Terzani e Àlen Loreti sarà moderato da Antonio Di Lorenzo - caporedattore de Il Giornale di Vicenza - e si terrà sabato 13 ottobre alle 18 a Vicenza nell'ambito della rassegna &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/14655/Vivere-sani-Vivere-bene-2012" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;"Vivere sani, Vivere bene - Il Respiro"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 Segui il &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/14775/Programma"&gt;programma&lt;/a&gt; su questo sito.&lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-09-07T09:40:08+02:00</published>
    <updated>2012-09-07T09:47:43+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14835</id>
    <title type="text">IL RESPIRO DEL DOMANI &lt;/br&gt; U. Ambrosoli e S. Giralucci</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14096&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 24 agosto 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;IL RESPIRO DEL DOMANI &lt;/br&gt; U. Ambrosoli e S. Giralucci&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
 "La storia di un uomo che, come tanti, conduceva una vita normale...
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
"La storia di un uomo che, come tanti, conduceva una vita normale, credeva nel significato e nel valore della propria libertà e responsabilità. Quest'uomo era mio papà".&lt;br /&gt;
 Inizia così il libro che &lt;strong&gt;Umberto Ambrosoli&lt;/strong&gt; ha pubblicato qualche anno fa con il titolo &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788851801205/ambrosoli-umberto/qualunque-cosa-succeda.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;"Qualunque cosa succeda"&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; in memoria del padre Giorgio, l'eroe borghese del film di Stajano che l'11 luglio del 1979 ha pagato con la vita la propria rettitudine nella gestione del fallimento del Banco Ambrosiano. Erano i tempi di Sindona, della P2 di Gelli, di Mons. Marcinkus a capo dello IOR.&lt;br /&gt;
 "C'è sempre un altro modo" è invece la riaffermazione, amara e rabbiosa, che chiude un altro best seller dedicato ad un genitore scomparso nella notte della nostra repubblica: &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788804610021/giralucci-silvia/inferno-sono-gli.html" target="_blank"&gt;"L'inferno sono gli altri - Cercando mio padre vittima delle Br, nella memoria divisa degli anni '70"&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, vero e proprio viaggio interiore con cui &lt;strong&gt;Silvia Giralucci&lt;/strong&gt; descrive l'elaborazione del lutto più grande per una bambina di tre anni: la morte violenta del padre Graziano.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Da queste due storie, piene di similitudini e distanze, di umana disperazione e straordinaria forza d'animo, di notorietà alle cronache del tempo e grande solitudine familiare, partirà &lt;strong&gt;Paolo Possamai&lt;/strong&gt; - Direttore del Piccolo di Trieste ed editorialista di Repubblica - per leggere il domani con gli occhi di due quarantenni socialmente impegnati, capaci di andare oltre il senso di rivalsa nei confronti della vita e mettere in piazza la propria esperienza. Per guardare avanti, non indietro. Per condividerla con gli altri e trasmettere una visione della vita capace di investire sugli altri e sul domani. Nonostante tutto.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
L'incontro pubblico con i due scrittori si terrà &lt;strong&gt;mercoledì 10 ottobre alle 18 a Vicenza&lt;/strong&gt; nell'ambito della rassegna &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/14655/Vivere-sani-Vivere-bene-2012"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;"Vivere sani, Vivere bene - Il Respiro"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
 Segui il &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/14775/Programma"&gt;programma&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; su questo sito.&lt;br /&gt;
 &lt;br type="_moz" /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-08-24T11:47:23+02:00</published>
    <updated>2012-08-28T09:53:38+02:00</updated>
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  <entry>
    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14766</id>
    <title type="text">COMUNICAZIONE E SALUTE NEI MEDIA CONTEMPORANEI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14040&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;martedì 10 luglio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;COMUNICAZIONE E SALUTE NEI MEDIA CONTEMPORANEI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;span style="text-align: justify; "&gt;Quante volte al giorno sentiam parlare di salute in televisione, nelle radio, nei giornali o in rete?&lt;/span&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Cresce sempre di più, infatti, l'interesse da parte di un pubblico eterogeneo a ricevere informazioni sul tema. Il linguaggio scientifico del medico e del ricercatore deve, quindi, essere tradotto fino alla semplicità senza perdere la correttezza dell'informazione e la fedeltà ai risultati della ricerca che opera nel delicato mondo della salute.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Per preparare al meglio i professionisti del settore, il &lt;a href="http://users.unimi.it/farmaco/centro/cover.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;Centro Studi Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dell'Università degli Studi di Milano propone l'undicesima edizione del Master di I livello in &lt;a href="http://fbrunocsmc.ariel.ctu.unimi.it/v1/home/PreviewArea.aspx" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;"Comunicazione e salute nei media contemporanei".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Il Master, della durata di un anno, ha l'obiettivo di formare e preparare esperti in comunicazione scientifica in grado di trattare in modo professionale argomenti di salute e medicina per poter interagire efficacemente con i mass media tradizionali e innovativi (stampa laica e specializzata, televisione, radio, internet), con gli uffici stampa e con le agenzie di comunicazione, attraverso la stesura di articoli, preparazione di trasmissioni televisive e radiofoniche, materiale per il web.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Il percorso formativo è composto da 500 ore di didattica suddivise tra lezioni frontali, tenute da docenti universitari, giornalisti ed esperti di comunicazione, esercitazioni guidate e laboratori radiotelevisivi, con la collaborazione del Centro di Servizio per le Tecnologie e la Didattica Universitaria Multimediale e a Distanza (CTU) dell'ateneo. Le ore di didattica si terranno a partire da novembre 2012 nei giorni di giovedì, venerdì e qualche sabato mattina. Al termine delle lezioni è previsto un periodo di 300 ore di stage presso redazioni giornalistiche, agenzie di comunicazione e uffici stampa di enti pubblici e privati. Lo stage completa la formazione e permette un avvicinamento concreto al mondo del lavoro (2 studenti su 3 hanno mantenuto collaborazioni stabili con la sede dello svolgimento dello stage). 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Possono presentare domanda di ammissione tutti coloro che sono in possesso di una laurea, triennale o specialistica, sia del nuovo che del vecchio ordinamento. 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Le iscrizioni si chiuderanno il 28 settembre 2012 e le selezioni avranno luogo il giorno 19 ottobre 2012, ore 9.30, presso il Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 In allegato si può scaricare il comunicato stampa.&lt;br /&gt;
 Tutte le informazioni sull'organizzazione del Master e sulle modalità di iscrizione sono reperibili contattando la segreteria organizzativa del Centro:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;strong&gt;Segreteria organizzativa&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;strong&gt;Centro Studi Comunicazione sul Farmaco&lt;/strong&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
via Balzaretti 9, 20133 Milano
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
telefono 02 503.18251
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
fax 02 503.18284
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
e-mail: &lt;a href="mailto:centrostudifarmaco@unimi.it" target="_blank"&gt;centrostudifarmaco@unimi.it&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Sito internet: &lt;a href="http://fbrunocsmc.ariel.ctu.unimi.it/v1/home/PreviewArea.aspx" target="_blank"&gt;fbrunocsmc.ariel.ctu.unimi.it&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: center; "&gt;
&lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/Author/FCKeditor_Author/editor/../images/bullet_testo.gif" alt="" /&gt;  Se vuoi promuovere anche tu un'iniziativa scientifica attraverso il nostro sito, scrivi a:  &lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://editoria@fondazionezoe.it" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/Author/FCKeditor_Author/editor/../images/bullet_testo.gif" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:editoria@fondazionezoe.it" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;editoria@fondazionezoe.it  &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-07-10T10:59:27+02:00</published>
    <updated>2012-07-10T11:27:23+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14757</id>
    <title type="text">FARMACOVIGILANZA: NORMATIVA EU OPERATIVA</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14032&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 6 luglio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;FARMACOVIGILANZA: NORMATIVA EU OPERATIVA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Novità in campo di farmacovigilanza. Ecco le principali modifiche della normativa.&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;A diciotto mesi dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (dicembre 2010), entra in vigore in Europa la nuova normativa sulla farmacovigilanza, costituita dalla Direttiva UE 84/2010 e dal Regolamento UE 1235/2010.&lt;br /&gt;
Si tratta del cambiamento più rilevante della legislazione europea sui medicinali dal 1995 ad oggi, con un impatto significativo sulle attività di tutti i protagonisti dello scenario della farmacovigilanza in Europa, a partire dai cittadini, fino agli operatori sanitari, alle aziende farmaceutiche e alle autorità regolatorie.&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
Perché una nuova normativa?&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
La farmacovigilanza è una funzione chiaveper la salute pubblica. Si occupa della valutazione continua delle informazioni relative alla sicurezza dei farmaci in commercio, prendendo iniziative per ridurne i rischi e aumentarne i benefici. Lo scopo della nuova normativa è quello di rafforzare e razionalizzare il sistema di farmacovigilanza in termini di trasparenza, semplificazione ed armonizzazione dei processi, coinvolgimento diretto dei cittadini e controllo da parte dell'Agenzia Europea del Farmaco (European Medicines Agency, EMA)&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
Cosa cambia?&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le novità più significative, che dovranno essere applicate progressivamente nell'arco dei prossimi tre anni ricordiamo:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- la modifica della definizione stessa di "reazione avversa" da farmaci, con estensione anche agli effetti indesiderati derivanti da esposizione professionale e da modalità di utilizzo non autorizzate (es. sovradosaggio o utilizzo per indicazioni non approvate);&lt;br /&gt;
- la previsione di un obbligo di "monitoraggio addizionale" per alcuni farmaci contenuti in un elenco tenuto dall'EMA;&lt;br /&gt;
- l'istituzione da parte delle autorità regolatorie di portali web attraverso i quali rendere accessibili al pubblico relazioni di valutazione, riassunti delle caratteristiche del prodotto e foglietti illustrativi, sintesi dei piani di gestione dei rischi, elenco dei medicinali sottoposti a monitoraggio addizionale e informazioni sui diversi mezzi per la segnalazione delle sospette reazioni avverse da parte di operatori sanitari e pazienti, compresi moduli per la notifica on line;&lt;br /&gt;
- la semplificazione del sistema di notifica delle reazioni avverse da farmaci, che andranno a confluire direttamente nel database europeo Eudravigilance e saranno accessibili anche al pubblico;&lt;br /&gt;
- la possibilità di imporre alle aziende farmaceutiche, al momento della concessione dell'Autorizzazione all'Immissione in Commercio dei Medicinali o successivamente, la conduzione di ulteriori studi sulla sicurezza e/o sull'efficacia dei medicinali stessi;&lt;br /&gt;
- l'istituzione all'interno dell'EMA del "Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Quali benefici?&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;
In base ad un'analisi eseguita dalla Commissione Europea, l'applicazione della nuova normativa si tradurrà in un beneficio diretto per la popolazione europea, quantizzabile in una riduzione dei decessi a causa di reazioni avverse da farmaci e ad un risparmio annuo stimabile tra 237 milioni e 2.4 miliardi di euro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per saperne di più:&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.ema.europa.eu/ema/index.jspcurl=pages/regulation/general/general_content_000492.jsp&amp;amp;mid=WC0b01ac058033e8ad"&gt;http://www.ema.europa.eu/ema/index.jspcurl=pages/regulation/general/general_content_000492.jsp&amp;amp;mid=WC0b01ac058033e8ad&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-07-06T16:43:52+02:00</published>
    <updated>2012-07-06T16:50:01+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14743</id>
    <title type="text">GIOVANI SENZA FUTURO? ZOÉ NE PARLA CON TREU</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=14019&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;lunedì 25 giugno 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;GIOVANI SENZA FUTURO? ZOÉ NE PARLA CON TREU&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
"Giovani senza futuro": domanda o affermazione, dubbio o inquietante certezza? 
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
Se lo chiede, un po' provocatoriamente, &lt;strong&gt;Tiziano Treu&lt;/strong&gt;, ex Ministro del Lavoro ed attuale Vicepresidente della Commissione Lavoro del Senato, nel suo ultimo libro pubblicato assieme a Carlo Dell'Aringa per il Mulino (2012). 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 Mai come in questo periodo i giovani si sono trovati a fare i conti con una situazione difficilissima, al punto da farli dubitare di quello che proprio loro dovrebbero possedere più degli altri: la fiducia nel futuro. Negli anni che hanno preceduto la crisi globale, tra il 2000 e il 2007, in Italia il tasso di occupazione giovanile era aumentato soltanto di mezzo punto percentuale, meno che negli altri Paesi europei. Con la crisi, il peggioramento delle condizioni dei giovani nel mercato del lavoro in Italia è stato forte e il tasso di occupazione è sceso di oltre 5 punti, ben più della media europea: si calcola che siano circa 2 milioni coloro che restano fuori sia dall'occupazione, sia dai processi di istruzione e formazione. 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 Sull'analisi delle migliori pratiche europee per occupare i giovani e sullo sforzo di individuare un percorso che cambi davvero l'approccio a uno dei principali problemi del nostro tempo, si concentreranno i relatori dell'incontro organizzato da Zoé nella propria sede &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/14740"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;venerdì 29 alle 17.30&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
 Oltre a Treu, ne parleranno &lt;strong&gt;Piergiorgio Angeli&lt;/strong&gt;, Direttore del Personale del gruppo Luxottica, &lt;strong&gt;Silvio Fortuna&lt;/strong&gt;, Presidente della Fondazione Università di Vicenza ed &lt;strong&gt;Elena Donazzan&lt;/strong&gt;, Assessore alla formazione e al lavoro della Regione Veneto. Introduce i lavori, &lt;strong&gt;Elena Zambon&lt;/strong&gt;.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify; "&gt;
&lt;br /&gt;
 Quello di venerdì è il primo appuntamento di un ciclo di conferenze sulle prospettive occupazionali nel nostro Paese, che proseguirà a settembre e si concluderà ad ottobre in occasione della settimana dedicata alla salute e al benessere &lt;a href="http://www.fondazionezoe.it/code/14655" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(183, 179, 28); "&gt;&lt;strong&gt;"Vivere sani, Vivere bene"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-06-25T10:26:34+02:00</published>
    <updated>2012-06-25T10:33:24+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14653</id>
    <title type="text">HEIDI WIKI: SALUTE EUROPEA ONLINE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13935&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;giovedì 7 giugno 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;HEIDI WIKI: SALUTE EUROPEA ONLINE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Le informazioni sulla sanità europea è da oggi accessibile da tutti in rete.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
La Direzione Generale 'Health &amp;amp; Consumers' della Commissione Europea ha lanciato Heidi Wiki (Health in Europe: Information and Data Interface), uno strumento internet di ricerca  di informazioni sulla sanità europea. Questo strumento si propone di offrire un ampio spettro di articoli e dati, relativi ad esempio alle malattie, i determinanti, i sistemi sanitari e le politiche sanitarie, permettendone la condivisione e il confronto in tutta Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'attuale contenuto di Heidi Wiki si basa su due progetti sostenuti dalla Commissione europea nell'ambito del programma di sanità pubblica nel periodo 2003-2008. Il primo progetto è  Il rapporto EUGLOREH  e cioè  "La Relazione sullo stato di salute nell'Unione europea", che ha beneficiato della collaborazione delle autorità sanitarie o istituzioni provenienti da tutti gli Stati membri dell'UE.&lt;br /&gt;
Il secondo progetto è  EUPHIX , che ha realizzato un sistema 'web-based'  per la gestione delle conoscenze sulla sanità pubblica europea utili per gli operatori sanitari e decisori in materia, offrendo una visione speciale delle somiglianze e delle differenze  tra gli stati membri della comunità europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La modalità wiki permetterà l'integrazione e l'aggiornamento degli attuali contenuti da parte di esperti della salute, riconosciuti nel loro campo a livello europeo, ai quali la Direzione Generale 'Health &amp;amp; Consumers' della Commissione Europea darà il diritto di accesso come autore.&lt;br /&gt;
Inoltre chiunque abbia accesso ad internet potrà leggere Heidi. Potrà fare delle ricerche mirate, scaricare informazioni per creare dei documenti personali che potranno essere salvati o stampati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui di seguito il link di accesso:  &lt;a href="https://webgate.ec.europa.eu/sanco/heidi/index.php/Main_Page"&gt;https://webgate.ec.europa.eu/sanco/heidi/index.php/Main_Page&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-06-11T08:16:55+02:00</published>
    <updated>2012-06-11T09:10:34+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14593</id>
    <title type="text">FARMACISTI E MEDICI PER COMBATTERE L'OBESITÀ</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13879&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 9 maggio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;FARMACISTI E MEDICI PER COMBATTERE L'OBESITÀ&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Maggio dedicato alla lotta contro l'obesità: medici e infermieri in aiuto.&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;p style="text-align: justify"&gt;Farmacisti e medici di famiglia insieme per insegnare la corretta alimentazione e la giusta strategia per il recupero del peso forma. È questo in sintesi il senso dell'iniziativa "Bilancia il tuo peso, misura la tua salute", campagna nazionale contro il sovrappeso e l'obesità, organizzata dalle 500 farmacie del circuito Apoteca Natura, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e l'Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso (AIDAP).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'iniziativa, che si svolgerà nel mese di maggio, prevede un approccio di due tipi. In una farmacia del circuito Apoteca Natura, il primo network di farmacie italiane specializzate su rimedi naturali, integratori, omeopatia e alimentazione speciale, si potrà compilare una scheda sulle misurazioni antropometriche (peso, altezza, indice di massa corporea, misurazione di polso, addome, fianchi e coscia) e sarà disponibile un questionario per mappare il proprio comportamento alimentare. Il questionario potrà essere compilato anche via internet (&lt;a href="http://www.apotecanatura.it"&gt;www.apotecanatura.it&lt;/a&gt;) ritirando poi i risultati nella farmacia più vicina (nel sito web è anche disponibile l'elenco completo delle farmacie che aderiscono al progetto).&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: justify"&gt;Sulla base dei risultati emersi dalla scheda e dal  questionario, con il supporto di un algoritmo predisposto dai medici di medicina generale, i farmacisti saranno in grado di offrire al paziente dei consigli personalizzati oppure, nel caso lo ritengano opportuno, proporranno una visita dal medico per eventuali approfondimenti".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'obiettivo della campagna è guidare il cittadino a un recupero sano del peso forma, evitando scelte pericolose come farmaci anoressizzanti, o diete fai-da-te.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: justify"&gt; &lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-05-10T12:23:26+02:00</published>
    <updated>2012-05-10T12:25:18+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14505</id>
    <title type="text">ARRIVA LA GUIDA MEDICA PER PAZIENTI STRANIERI</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13792&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 11 aprile 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;ARRIVA LA GUIDA MEDICA PER PAZIENTI STRANIERI&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Presentata a Roma la pubblicazione 'Salute, guida alla medicina per cittadini stranieri'.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
La guida in 4 lingue (italiano, francese, inglese e arabo) raccoglie un frasario di domande e risposte di maggior uso nelle strutture mediche, a partire dalla raccolta dei dati anagrafici e dalla storia medica di un paziente. Una sezione speciale è dedicata alla donna, con i termini più comuni in ambito medico per la gravidanza, la contraccezione, la pediatria e la violenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'iniziativa, realizzata dalla Fondazione IntegrA/Azione e sviluppata con la collaborazione di sanitari dell'ospedale 'San Giovanni Addolorata' di Roma, nasce dall'esigenza di avere un supporto pratico per facilitare la comunicazione tra  il personale medico e infermieristico e le  persone straniere che si rivolgono alle strutture sanitarie e si inserisce in un contesto in cui i ricoveri ospedalieri in regime ordinario degli stranieri provenienti da paesi a forte pressione migratoria stanno aumentando: i ricoveri di stranieri sono aumentati del 101,3% tra il 2000 e il 2008.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La guida, di cui sono state stampate finora tremila copie, sarà distribuita su tutto il territorio nazionale dalla Protezione civile. In particolare verrà fornita ai centri di accoglienza che ospitano rifugiati, richiedenti asilo e chi fa domanda di permesso umanitario, 'persone penalizzate da una scarsa conoscenza della lingua italiana, da situazioni alloggiative ed economiche precarie o da condizioni di salute fragili'. &lt;br /&gt;
Un estratto della guida è  disponibile in &lt;a target="_blank" href="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?snode=14504&amp;amp;stream="&gt;allegato&lt;/a&gt;.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-04-11T15:46:01+02:00</published>
    <updated>2012-04-11T16:02:22+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14492</id>
    <title type="text">SANI O MALATI? LUNGA VITA E PROSPERITÀ!</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13779&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;giovedì 5 aprile 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;SANI O MALATI? LUNGA VITA E PROSPERITÀ!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
È sempre più difficile fornire una definizione di soggetto malato e di soggetto sano.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Troppo complesso è diventato il confine da quando  la salute ha assunto un carattere sociale perdendo la stretta individualità di un tempo, non possiamo dimenticare che il paziente rimane attore principale della sua salute  in un secolo in cui la vita si è allungata di quasi trenta anni.&lt;br /&gt;
Questo nuovo orizzonte biologico che vede raggiungere ormai in tutti i paesi occidentali la soglia degli 80 anni, sembra essere in contrasto con il cammino dell'evoluzione che nel tempo ha selezionato dei meccanismi fisiologici protettivi fino all'età dei 40-50 anni, meccanismi che nelle fasi successive della vita  possono invece comportare danni molto gravi all'organismo. Siamo quindi poco protetti nei confronti di certe malattie la cui frequenza aumenta a causa dell'allungamento della vita: se il nutrirsi abbondantemente  era necessario per superare le carestie, oggi una alimentazione non corretta  può portare problemi legati all'obesità e al diabete. Infatti  nel mondo occidentale dobbiamo confrontarci non solo con patologie acute, come in passato, ma anche con problemi che derivano dalle nostre stesse abitudini sbagliate come un'alimentazione eccessiva e squilibrata, l'abuso di alcool, fumo e farmaci, la poca attività fisica e lo stress. Anche l'igiene individuale e sociale è importante nella prevenzione di molte patologie e infine una maggior attenzione all'ambiente potrebbe ridurre molti problemi di salute che ricadono sull'individuo e sulla società. Le patologie emergenti molte delle quali di tipo cronico degenerative ci possono accompagnare per lunghi anni, così i tumori dove un'iperattività cellulare blocca il normale funzionamento di un organo, o le infezioni sostenute da virus e batteri che ci lasciano i segni di una infermità non curabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo stime basate su modelli animali e calcoli matematici, l'uomo potrebbe vivere ancora più a lungo e  le cellule staminali insieme al perfezionarsi della chirurgia potranno cambiare "pezzi malati". Una realtà prossima, ai confini della fantascienza? Modificare, sostituire, in una parola curare: ricomporre l'organo malato e le sue funzioni e ridare la possibilità di vita. Un problema complesso che ci farà riscrivere quanto dice la bioetica, che ci permetterà di scegliere il momento della nascita e della morte. Di fronte a una nuova rappresentazione individuale e sociale della malattia, il cittadino rimane attore principale della sua salute accanto al medico e agli altri operatori sanitari. La malattia diventa inscindibile dalla psicologia del paziente, dalle sue emozioni e dalla sua vita sociale in un rapporto sempre più autonomo e responsabile dove il soggetto è la malattia stessa e in ultima analisi la malattia si racconta. Si racconta sottovoce nella disperazione e nella solitudine del dolore, si racconta urlando tutta la sua forza, quando il soggetto cerca di superarla e vincerla nella condivisione con gli altri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di fronte agli attuali cambiamenti è necessario  prendere in considerazione una concezione più ampia di salute e benessere e quindi di terapia. Il protagonista indiscusso del cambiamento del rapporto salute/malattia è stato  il farmaco: partendo dalle origini, dalla  nascita della farmacia, quando per la prima volta "la figura dello speziale si affranca da quella del medico che fino ad allora riuniva in sé le due professioni, stabilendo la diagnosi, la conseguente terapia e approntando i medicamenti necessari". Il concetto di farmaco è cambiato nel tempo, prima legato solo ai termini cura e terapia, oggi è imprescindibile dalla rappresentazione mentale e sociale che ogni individuo ha nei confronti del remedium: pillola miracolosa, alimento, sostitutivo psicologico ?&lt;br /&gt;
Ancora oggi molti esperti, tra cui Andrea Poli, Direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy in una intervista che ci ha rilasciato focalizza nuovamente l'attenzione sull'alimentazione e sugli stili di vita corretti per prevenire la malattie del futuro, anzi una corretta alimentazione sarà forse in grado di controllare i fenomeni infiammatori e inoltre "Probabilmente in un futuro ormai non troppo lontano la "distanza" tra farmaci e alimenti si ridurrà sensibilmente. La prevenzione delle malattie degenerative, dovrà infatti necessariamente basarsi su alimenti con specifiche caratteristiche di natura funzionale..."&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-04-05T15:21:43+02:00</published>
    <updated>2012-04-05T15:35:28+02:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14446</id>
    <title type="text">CRIMINOLOGIA AL CINEMA: “ARE YOU TALKING TO ME?” </title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13736&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;giovedì 15 marzo 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;CRIMINOLOGIA AL CINEMA: “ARE YOU TALKING TO ME?” &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Taxi Driver, film del 1976 di Scorsese, racconta la storia del ventiseienne americano Travis Bikle.&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Magistralmente interpretato da un giovane Robert De Niro già all'apice della fama, il protagonista è un ragazzo che, reduce dalla guerra del Vietnam dove ha combattuto nei marines, si ritrova a New York senza più riuscire a "dormire la notte". Ed è una notte cupa e tetra quella di New York City negli anni '70, cristallizzata nella sequenza al rallentatore che apre il film, con un vecchio taxi giallo che attraversa di notte una strada illuminata dai neon, ancora umida di pioggia, attraversando i fumi sollevati dalla cucina di qualche bettola maleodorante.&lt;br /&gt;
Qual è il punto di partenza del percorso umano di Travis Bickle? Si tratta di un giovane dal passato normale, con alle spalle un'esperienza di guerra che lo ha segnato e che gli ha lasciato in eredità una personalità che fin da subito appare provata e già introdotto sulla via della asocialità. Travis vive in un monolocale disordinato e spoglio, passa le notti nei cinema porno di New York fino a quando non decide di fare di questa sua insonnia disturbante un punto di partenza per lavorare ed esplorare la città, con i suoi ghetti più oscuri. Si presenta ad un servizio di taxi e ottiene il posto di autista (il Taxi Driver del titolo) del turno di notte.&lt;br /&gt;
I suoi pensieri ci vengono raccontati dalla voce narrante esterna dello stesso Travis, che annota ogni novità sul suo diario personale. Partiamo ascoltando i suoi buoni propositi e la confessione di provare qualcosa per una ragazza che lavora nella campagna presidenziale del candidato Charles Palantine.&lt;br /&gt;
Il taxi diventa la sua nave personale grazie a cui attraversa il mare cupo ed ostile della metropoli durante le ore notturne, ore dove: "…gli animali più strani vengono fuori di notte: puttane, spacciatori, drogati…io vado dovunque. Porto la gente nel Queens, nel Bronx, a Manhattan. Per me non fa nessuna differenza". Travis è un uomo alla deriva, che sta cercando uno scopo per la sua esistenza reietta e condannata all'anonimato. È in una condizione di fragilità psicologica assoluta, pronta ad andare in frantumi da un momento all'altro.&lt;br /&gt;
Lotta per avere un suo spazio nella società, una vita normale. L'ultima tappa di questo percorso è l'incontro con la ragazza, Betsy, una giovane arrivista ben inquadrata nell'alta borghesia newyorkese, impegnatissima nel sostenere la campagna del senatore Palantine per la Casa Bianca. Vincendo la sua timidezza, Travis la invita fuori per un cinema e riesce ad ottenere un appuntamento, ma rovina tutto perché i suoi modi di vedere la realtà sono ormai distorti e per lui passare la notte in un cinema porno è un modo come un altro di organizzare il primo appuntamento con Betsy. Lei, abituata ad un tenore di vita ben diverso e ad un ambiente socialmente più elevato, non ci mette molto a rendersi conto che quella coppia non può funzionare e sparisce dalla circolazione. Travis cerca di convincerla, ma è tutto inutile. Questo è l'ultimo gradino prima di scivolare nella follia.&lt;br /&gt;
Travis inizia a chiudersi in sé stesso e perfino l'appoggio del suo amico Wizard (Il "mago" del piccolo gruppo dei tassisti notturni che si radunano in un locale per un caffè, tra una chiamata e l'altra) non riesce a dargli una soluzione, ma solo a dirgli: "Vedi alla fine un uomo fa un lavoro, no? E alla fine diventa quel lavoro…non puoi scappare". I mal di testa di Travis peggiorano, fino a quando il suo diario ci fornisce il racconto della svolta: "Adesso statemi a sentire tutti, brutti stronzi figli di puttana, io mi sono stancato…sono stancato…sono stancato…la solitudine mi ha rincorso ogni singolo giorno della mia vita. I giorni se ne vanno come una catena, sempre uguali, non cambia mai niente, fino a quando all'improvviso, ecco la rivelazione…".&lt;br /&gt;
Il suo obiettivo diventa chiaro: ripulire la città dalla "spazzatura" umana che Travis ormai non riesce più a sopportare. Si sente un messia, un profeta con una missione sovrumana da compiere. Fa amicizia con la giovanissima prostituta Iris, sfruttata dal protettore Sport, e decide di uccidere Palantine, simbolo del qualunquismo borghese che lo ha relegato al ruolo di emarginato sociale. Travis cambia: diverso il suo aspetto, con il taglio di capelli da mohicano, diverso il suo atteggiamento, finalizzato a ricostruire quei "muscoli diventati flaccidi e rammolliti". Compra delle armi da un trafficante e inizia ad esercitarsi al poligono per diventare un perfetto giustiziere, ruolo che assapora in un piccolo supermercato, assassinando un giovane rapinatore con la connivenza del titolare del negozio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img alt="" width="300" height="171" src="/ProxyVFS.axd?snode=14447&amp;amp;stream=" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sintesi della discesa nelle tenebre di Travis è il monologo di fronte allo specchio, il famoso "You talking to me?" ("Stai parlando con me?") dove l'uomo si rivolge ad un immaginario interlocutore che lo insulta, minacciandolo con una delle sue pistole nascoste nella manica ("Stai attento a quello che fai…capito? Attento a quello che fai…"). Travis non ci sta più a giocare la parte della vittima, ora è lui il carnefice, il giustiziere armato che gli altri devono temere.&lt;br /&gt;
L'epilogo è nel sangue. Travis vuole liberare Iris dalla sua schiavitù di strada e la raggiunge in una notte dove lei, come sempre, si sta prostituendo in un alberghetto di periferia. Spot, il protettore che cerca di allontanare Travis, finisce ucciso dal tassista con due colpi di pistola nell'addome. Fine analoga per il proprietario dell'albergo e per il cliente di Iris, mentre Travis, esausto e colpito a sua volta da molteplici pallottole sparate dalle sue vittime, si accascia sul divano mentre giunge la polizia, quando ormai tutto è finito.&lt;br /&gt;
Travis cerca di uccidersi con un colpo alla tempia ma la pistola si inceppa. Allora di fronte ai poliziotti mima il gesto con la mano, simboleggiando la sua intenzione di suicidarsi, dopo aver compiuto la missione. Ma non andrà così. Travis, dopo un periodo passato in coma, si rimetterà e sui giornali verrà dipinto come un eroe. I genitori di Iris gli scriveranno una lettera di ringraziamento per aver salvato la loro bambina dal marciapiede. I colleghi del servizio Taxi lo chiameranno d'ora in poi "Il killer", mostrandogli ammirazione. Nell'ultima scena perfino Betsy ricompare e sembra mostrare un ritorno d'interesse per il tassista solitario e disturbato che ha voluto farsi giustizia da solo. Ma Travis ormai non ne vuole più sapere. Ha accettato la sua solitudine come un fatto immodificabile. Lascia la sua vecchia fiamma di fronte a casa, nell'ultima corsa del suo taxi, prima dei titoli di coda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img alt="" width="300" height="163" src="/ProxyVFS.axd?snode=14449&amp;amp;stream=" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'esempio fornito da Taxi Driver ci permette di comprendere come il cinema possa aiutare nello studio delle teorie criminologiche, come la teoria della disorganizzazione sociale, portata in auge dalla scuola di Chicago e qui egregiamente rappresentata da una narrazione cinematografica impeccabile. L'uomo, in questo caso un giovane proveniente da una realtà rurale ma segnato già a monte da un episodio traumatico come la guerra del Vietnam, interagisce con la realtà urbana degradata in cui si viene a trovare e questa contribuisce in modo fondamentale nella genesi della sua distorta percezione della realtà. Così come sostenuto dalla Scuola di Chicago, l'impatto traumatico fra un essere umano dotato di un sistema di valori e un nuovo contesto sociale dove invece valgono altri tipi di valore, determina un disorientamento che può condurre al crimine.&lt;br /&gt;
Travis è un uomo di campagna che pensa ancora alla società in termini semplicistici (si rivolge alla giovane prostituta Iris dicendo: "Tu hai tredici anni santo Dio, dovresti pensare ai balli della scuola, a studiare, non a stare in questa fogna di marciapiede, te ne rendi conto?"). Per lui la società metropolitana, vista con gli occhi di un reduce del Vietnam messo ai margini e dimenticato dal suo contesto sociale (l'idea che i giovani soldati di ritorno dal Vietnam fossero dei 'perdenti' si sposa con una cultura americana votata all'esaltazione della vittoria e dell'orgoglio nazionale a tutti i costi), è un mondo pieno di spazzatura da smaltire. Non a caso, durante una corsa in taxi in cui si trova a portare Palantine ad un convegno, Travis si sbilancia rivelando il suo modo di vedere le cose: "Secondo me chi diventerà presidente dovrebbe per prima cosa ripulire questa città da tutta la feccia…cioè, delle volte il puzzo ti stringe alla gola e ti fa venire da vomitare, capisce cosa intendo? Ripulire le strade da tutta questo sudiciume: spacciatori, drogati e via dicendo").&lt;br /&gt;
Perfino l'epilogo ha il sapore dell'assurdo: un uomo deviato e pronto ad usare la violenza viene eletto a paladino della giustizia da una società che lo aveva fino a quel momento ignorato ed emarginato. È il vero ossimoro di questo film, che lascia l'amaro in bocca in un finale dove nessuno vince. Travis rimane solo e in un angolo esattamente come prima. Betsy non trova il coraggio di riaprire la possibilità di stare con lui. Solo Iris, la giovane prostituta, sembra ottenere una forma di redenzione, ma al prezzo di uno spargimento di sangue efferato.&lt;br /&gt;
Scorsese sembra dirci che non c'è soluzione: questa società va presa a scatola chiusa, senza grandi vie d'uscita. Prendere o lasciare. Nel darci questa lettura della realtà moderna metropolitana, però, ci insegna a capire che cosa si intende per disorganizzazione sociale, quando si parla di criminogenesi dovuta al conflitto culturale. Resta solo da chiedersi (con un po' di timore, forse) se la situazione oggi sia davvero molto diversa da quella dipinta in questo capolavoro del cinema. O se invece, forse, non ci troviamo di fronte alla possibilità che un Travis Bickle, assetato di giustizia macchiata di sangue, si nasconda tra le vie di una periferia, anche nelle nostre città.&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-03-16T17:59:56+01:00</published>
    <updated>2012-03-29T10:15:38+02:00</updated>
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    <title type="text">PUBBLICATO IL MANUALE PER IL GOVERNO CLINICO</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13725&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 9 marzo 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;PUBBLICATO IL MANUALE PER IL GOVERNO CLINICO&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Dal Ministero della Salute una guida alla sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
È stato recentemente pubblicato dal Ministero della Salute il primo modulo del 'Manuale per il Governo Clinico'.&lt;br /&gt;
Il governo clinico rappresenta una modalità con cui viene affrontato il tema della qualità dell'assistenza sanitaria, che non comprende solo la dimensione clinica, ma anche le dimensioni organizzative, economiche, gestionali, etiche e giuridiche. Il Manuale è indirizzato a tutte le figure professionali che operano in sanità e intende offrire a esse, indipendentemente da ruolo, ambito professionale e assistenziale, un'opportunità di formazione circa le tecniche e gli strumenti del governo clinico per favorire la loro partecipazione allo sviluppo strategico delle organizzazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo modulo riguarda il tema della sicurezza dei pazienti e degli operatori e si articola in più capitoli che trattano tra l'altro le politiche per la sicurezza dei pazienti e degli operatori, gli aspetti legali e gestione dei contenziosi, la prevenzione degli eventi avversi in terapia farmacologica, il benessere organizzativo, la violenza nei confronti degli operatori.&lt;br /&gt;
In riferimento all'obiettivo del miglioramento della sicurezza nelle cure, si richiama la necessità di un cambiamento culturale, secondo appunto l'approccio del governo clinico, che richiede di abbandonare comportamenti individualistici per privilegiare la relazione, la comunicazione e la condivisione, di adottare metodi proattivi piuttosto che reattivi, di superare una cultura punitiva e auto difensiva a favore di una cultura aperta alla manifestazione delle difficoltà personali, dei limiti nelle competenze, dei rischi corsi e degli errori commessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img alt="" width="285" height="300" src="/ProxyVFS.axd?snode=14435&amp;amp;stream=" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In coerenza con i principi di trasparenza e responsabilità che devono far parte degli assunti fondamentali della cultura organizzativa, viene presentato tra l'altro un approccio alla gestione del rischio clinico che la letteratura indica come "&lt;strong&gt;Sorry, it works&lt;/strong&gt;". Tale espressione si traduce nell'attuare concretamente un insieme di iniziative per la gestione della relazione tra strutture sanitarie e pazienti al verificarsi di un evento avverso. Questa richiede un approccio chiaro e definito, basato su una procedura condivisa, che includa la gestione dell'evento avverso e la comunicazione aperta e trasparente con i pazienti ed i loro familiari rispetto a quanto avvenuto.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-03-09T15:12:25+01:00</published>
    <updated>2012-03-09T16:40:33+01:00</updated>
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    <title type="text">PAROLE IN FARMACIA</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13655&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;venerdì 17 febbraio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;PAROLE IN FARMACIA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Nella vita di tutti i giorni utilizziamo la nostra capacità narrativa per raccontarci agli altri.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: justify"&gt;Ci raccontiamo agli altri per dire qualcosa di noi, del nostro passato ma anche delle nostre aspettative future.&lt;br /&gt;
In un'epoca in cui la medicina ha raggiunto straordinari traguardi nello sviluppo tecnologico si è sentita l'esigenza di recuperare il rapporto medico-paziente, dove la narrazione della patologia del paziente al medico è considerata al pari dei segni e dei sintomi clinici della malattia stessa. Questa medicina narrativa (NBM, Narrative Based Medicine) si riferisce non solo al vissuto del paziente ma anche a quello del medico e alla loro relazione.&lt;br /&gt;
Importante è promuovere lo sviluppo della capacità narrativa in chi soffre, ma anche in chi lavora giornalmente con tale sofferenza, favorendo il reciproco ascolto. Quando il paziente racconta al medico la storia della propria malattia, descrive in modo vero e completo il suo malessere. A fianco del medico, il farmacista assume un ruolo fondamentale e si pone per il paziente una persona di riferimento, grazie alla sua autorevolezza e professionalità. Il rapporto farmacista paziente ha una particolarità perché si concentra su un bene concreto quale il farmaco. Inoltre è molto diverso l'ambiente in cui il farmacista incontra il suo paziente. In farmacia entrano clienti abituali, ma anche occasionali di età e cultura diversa che possono chiedere consigli personali, ma anche per altri.&lt;br /&gt;
Il farmacista si trova spesso a gestire rapporto complesso e delicato:  una difficoltà diffusa e quotidiana, dispersa in molteplici piccoli episodi ripetuti; non ci sono filtri fra il paziente e il farmacista, non serve un appuntamento.   Le narrazioni del farmacista parlano della difficoltà di "fare" il farmacista, non di singole esperienze. Un ruolo professionale non univoco, ma ripartito in una pluralità di aree, che il farmacista deve padroneggiare: l'area sanitaria, educativa-relazionale e imprenditoriale.  Ognuna di queste richiede una sintesi complessa fra elementi diversi. Nell'area sanitaria è centrale il contrasto fra la tutela della salute del paziente rispetto a dei vincoli burocratici; nell'area counselling  l'obbiettivo - peraltro fonte di gratificazione professionale - è quello di educare il paziente alla prevenzione e alla promozione della salute e si può creare una contrapposizione con altre figure sanitarie.  Le competenze in quest'area  vengono acquisite attraverso l'esperienza e non attraverso precisi percorsi curriculari o di aggiornamento continuo. L'attenzione agli aspetti imprenditoriali vede un contrasto fra l'obbiettivo economico dell'impresa "farmacia" e la necessità di mantenere un rapporto di fiducia col paziente.  L'integrazione di queste aree professionali sempre presenti, in qualche caso con interessi e tensioni divergenti, rappresenta la  vera sfida per il farmacista e richiede una riflessione sulla delicatezza della professione.&lt;br /&gt;
Sempre più in farmacia  è necessario aver  presente le nuove aspettative del pubblico rispetto alla terapia e il valore simbolico del farmaco: non solo come rimedio, ma anche come oggetto affettivo e compensatorio che in ogni caso ha una valenza commerciale. Per questo si impone con attenzione lo studio della relazione farmacista/paziente. Anche in farmacia il paziente/cliente mette in atto la narrazione di sintomi e perplessità nella terapia, porta richieste e interrogativi, in altre parole chiede al farmacista un intervento attento, preciso e consapevole nel suo malessere. Un compito importante e molto delicato per il farmacista che in genere si trova a gestire questa relazione in un ambiente affollato, con poco tempo a disposizione e senza conoscere a fondo la storia clinica del suo cliente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così si esprimono i farmacisti intervistati sulla loro esperienza al banco:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Poi ci sono i rapporti umani con le persone che entrano, perché non è una boutique in cui la gente entra contenta di venire e spendere per comprare qualcosa di bello."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Chi entra può avere un carico di sofferenza… un susseguirsi molto veloce di persone diverse… il farmacista deve essere una persona versatile e con molta esperienza… "&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"La difficoltà di lettura di una ricetta…la difficoltà di interagire con il medico…spesso accade che i farmaci acquistati servono per patologie importanti…"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Mi ricordo tra i primi  clienti, una persona che mi ha riportato la bombola d' ossigeno perché era morto il parente…a me è venuto da piangere… "&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Nel caso dei pazienti terminali si sta male, è un lavoro difficile, e che chi non lo fa, non si rende conto fino a che punto sia pesante. Perché poi vedi le famiglie, vedi tutte le storie… Specialmente se entri in una realtà come la nostra di paese, cioè di  clientela abituale e non di passaggio. Quindi ci si conosce…"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Noi ci troviamo con le emergenze, nell'impossibilità di dare farmaci senza ricetta con la guardia medica che non risponde o che non visita o non c'è più. Questa è un'altra difficoltà abbastanza seria… che fai? Cerchi di risolvere il problema piàù in fretta possibile o segui la legge alla lettera? Non abbiamo la possibilità materiale di risolvere alcune situazioni"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Arriva la mamma e dice di aver usato senza successo diverse creme, oppure: 'sono andato in un'altra farmacia, mi han detto questo .. oppure ancora .. il medico mi dice questa cosa, lo specialista mi ha detto quest'altra cosa, tu come ti poni?"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Alla fine la farmacia è un'azienda e come tutte le aziende deve far quadrare il bilancio."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
"Se io devo stare attento solo a un discorso economico, non farò più il farmacista, ma farò l'imprenditore"&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-02-17T17:51:10+01:00</published>
    <updated>2012-02-17T17:58:32+01:00</updated>
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    <title type="text">RESPONSABILIZZARE IL PAZIENTE</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13642&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;giovedì 16 febbraio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;RESPONSABILIZZARE IL PAZIENTE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
&lt;p&gt;"Empowerment" = responsabilizzazione dei pazienti nella gestione della propria salute.&lt;/p&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Il tema della responsabilizzazione dei pazienti, specialmente quando si tratta di malattie croniche, è sempre più frequentemente dibattuto nella letteratura medica e ha assunto un crescente rilievo negli anni recenti in presenza di pazienti sempre più informati, grazie alla grande quantità di informazioni mediche oggi liberamente disponibili, ad esempio via Internet.
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Tipicamente, la responsabilizzazione del paziente è intesa come quella di un individuo che agisce da membro attivo nel team che si prende cura della sua malattia. La responsabilizzazione comporta che il paziente sia aiutato, educato a prendere giuste decisioni sulla sua salute, ma non solo di tipo medico. Altrettanto importante infatti è che il paziente sia educato a gestire come la malattia influenza i suoi ruoli nella vita, come pure l'impatto emotivo.
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Leggo in un articolo del &lt;a target="_blank" href="http://www.doctor33.it/medicina-generale-parole-dordine-paziente-responsabile/politica-e-sanita/news-38721.html"&gt;&lt;span style="color: #b7b31c"&gt;Doctor News 33 del 24 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: la parola empowerment entra ufficialmente nel lessico della Medicina generale. Secondo, infatti, l'aggiornata definizione europea di Medicina di famiglia del Wonca (World family doctors. Caring for people) emendata in virtù di una proposta italiana, la parola è stata inserita come dodicesima caratteristica essenziale della professione, indicando con il termine "la responsabilizzazione del paziente di fronte alla gestione consapevole della propria salute, in particolare della malattia cronica".
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Così Ernesto Mola, Presidente eletto di Wonca Italia: «Il paziente deve essere coinvolto nella definizione del suo piano assistenziale e far parte del team delle cure, mentre l'educazione sanitaria tradizionale si limita al massimo a trasferire informazioni e abilità tecniche. Questo nuovo tipo di educazione deve pertanto essere adattata al singolo paziente, tenendo in considerazione cultura, età, stato di salute, ambiente sociale e familiare e aspettative. La condivisione delle decisioni sulle cure nella gestione del controllo della propria malattia sono costituenti essenziali della partnership tra medico e paziente. Una relazione terapeutica e un supporto continuativo del paziente appaiono poi fondamentali particolarmente per i cambiamenti comportamentali di lungo termine. In effetti, il paziente portatore di condizioni croniche è il vero responsabile della sua salute: è lui che decide in merito allo stile di vita, all'attività fisica e all'assunzione dei farmaci, integrando le informazioni che provengono dall'esterno con le proprie attitudini, cultura e aspettative. In definitiva, quindi, la questione non è "se" il paziente gestisce la sua malattia ma "come" la gestisce. La medicina di famiglia occupa una posizione strategica per aiutare il paziente a incrementare la sua capacità e la fiducia in se stesso necessaria a controllare la condizione cronica».&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;
Fonte: Doctor News 33 - 24 gennaio
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-02-16T18:03:24+01:00</published>
    <updated>2012-02-16T18:07:50+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14209</id>
    <title type="text">LA SVIZZERA SPERIMENTA LA TELEMEDICINA IN FARMACIA</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13574&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 25 gennaio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;LA SVIZZERA SPERIMENTA LA TELEMEDICINA IN FARMACIA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
In Svizzera si sperimenta la telemedicina in farmacia: diagnosi a distanza e ricette via fax.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Riporto un interessante articolo, pubblicato da Fidest il 10 gennaio 2012.&lt;br /&gt;
In Svizzera si sperimenta la telemedicina in farmacia: partirà ad aprile un progetto pilota che permetterà agli utenti di 200 presidi di consultare un medico in teleconferenza e di ricevere una diagnosi a distanza o anche una ricetta per fax. Il progetto, "netCare", sarà attivo in via sperimentale per due anni ed è organizzato dalla Società svizzera dei farmacisti (pharmaSuisse), dal Centro di telemedicina Medgate - che metterà a disposizione degli utenti il suo personale medico - e da una assicurazione. «Sono sempre più numerose le persone che non hanno un medico di famiglia» si legge in una nota di pharmaSuisse. «Inoltre le unità di pronto soccorso sono costantemente sovraccariche di lavoro: in questo campo la rete di farmacie può prestare un aiuto efficace»&lt;br /&gt;
&lt;a target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/usphospitales/5835879421/"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img width="200" height="150" alt="" src="/ProxyVFS.axd?snode=14210&amp;amp;stream=" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/usphospitales/5836428746/sizes/m/in/photostream/"&gt;&lt;span style="color: #b7b31c"&gt;Images by USP Hospitales via Flickr&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;/p&gt;

&lt;div style="text-align: justify"&gt;
.
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;</summary>
    <published>2012-01-25T12:09:14+01:00</published>
    <updated>2012-01-25T16:56:37+01:00</updated>
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    <id>http://www.fondazionezoe.it/code/14197</id>
    <title type="text">A LEZIONI DI PSICHIATRIA... AL CINEMA</title>
    <summary type="html">
&lt;div&gt;
  &lt;div style="float:left;"&gt;
    &lt;img src="http://www.fondazionezoe.it/ProxyVFS.axd?rnode=13562&amp;amp;stream=image&amp;amp;default=/Content/Images/trasparente.gif"/&gt;
  &lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;mercoledì 18 gennaio 2012&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;b&gt;A LEZIONI DI PSICHIATRIA... AL CINEMA&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;&lt;i&gt;
Oggi non è più corretto parlare semplicemente di "cartoni animati". Trovo sia riduttivo.
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
  &lt;div&gt;
&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Bisogna invece parlare di 'opere di animazione', perché di questo si tratta: piccoli capolavori cui deve essere riconosciuto un vero e proprio spessore educativo ed artistico. Complice il periodo natalizio, che da sempre è il momento dell'anno più fecondo per chiudersi nei cinema a guardare qualche film un po' fiabesco, anche quest'anno è arrivato nelle sale un film d'animazione indirizzato agli adulti non meno che ai bambini.&lt;br /&gt;
Sto parlando de "Il gatto con gli stivali", ultima fatica della Dream Works. Questa casa produttrice ha ormai abituato il pubblico a fare dell'animazione un veicolo di valori e di insegnamento potente quanto i film tradizionali e per certi versi anche più efficace, non dovendosi scontrare con i limiti imposti dalla realtà scenica. Sia chiaro: chi vuole semplicemente godere di uno spettacolo colorato e avventuroso, può farlo senza problemi, ma chi invece è portato per inclinazione a voler guardare oltre la semplice apparenza della finzione scenica, troverà in questo lavoro di animazione una serie di spunti assai interessanti. &lt;br /&gt;
  
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify"&gt;
La figura a cui mi riferisco è quella dell'uovo Humpty Dumpty, personaggio preso in prestito dalle avventure di Alice nel Paese delle meraviglie e qui ridisegnato in toto con tratti per certi versi ombrosi e crepuscolari. Osservare il percorso compiuto da questa figura nell'arco di tutto il film permette di ottenere un'ottima rappresentazione di ciò che si potrebbe imparare in un manuale di criminologia, in merito alle teorie della criminogenesi. Siamo di fronte ad un orfano, emarginato ed etichettato come individuo ai margini della società, afflitto da un handicap fisico (la sua conformazione a uovo) che lo rende dipendente dall'aiuto altrui. Egli, pur riconoscendo l'esistenza di norme sociali (ad esempio il divieto di rubare), non ne riconosce l'autorità e le disattende volontariamente, in modo premeditato. Humpty Dumpty, messo in guardia più volte dall'istitutrice circa i pericoli di una condotta priva di regole, coinvolge con l'inganno il suo migliore amico in un furto alla banca del paese. Non è forse questo percorso molto simile alla teoria della devianza di Parson, sulla genesi del crimine? E ancora: Humpty Dumpty nel corso del film si mostra in grado di indossare molteplici maschere, giocando alternativamente il ruolo di amico fraterno, di malfattore pentito, di malvagio macchinatore senza scrupoli, per finire poi, di fronte ad un momento rivelatore (ritrovare un disegno dell'infanzia dove era raffigurato con il suo amico Gatto), a recuperare la sua vera natura, ricomponendo i pezzi di un complesso puzzle di personalità che potrebbe inquadrarsi in un disturbo dissociativo dell'identità. 
&lt;/div&gt;

&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img alt="" width="380" height="233" src="/ProxyVFS.axd?snode=14199&amp;amp;stream=" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 
&lt;/div&gt;

&lt;div style="text-align: justify"&gt;
Chi è il vero Humpty Dumpty? Difficile decifrare questa figura. Potremmo descriverlo come un soggetto multiforme, animato da un'identità principale "ufficiale", quella di buon sognatore credulone e un po' romantico, destinata però a soccombere, per debolezza e frustrazione delle aspettative represse, di fronte ad un'altra personalità più aggressiva e dominante, fatta di avidità, sete di vendetta, abilità nel raggiro che viene usata anche verso l'amico fraterno di sempre. Ma cos'è questo, se non un quadro da manuale del disturbo dissociativo della personalità? Dunque, anche l'uso dei film di animazione può fornire modelli paradigmatici in grado di trasmettere gli stessi concetti clinici di un complesso manuale di studio. Certo, può suonare forse un po' inusuale per chi vede in un 'cartone animato' solo un momento di svago senza troppi pensieri, ma è proprio la sua semplicità strutturale che fa di questo strumento un eccezionale veicolo educativo non solo per un pubblico di bambini, ma anche per un pubblico adulto e - come si è cercato di dimostrare brevemente in questa riflessione - perfino per un pubblico di professionisti della salute. 
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    <published>2012-01-19T11:09:45+01:00</published>
    <updated>2012-01-19T11:44:48+01:00</updated>
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